Yamaha XS650: a lezione di Stile con KickMoto

Una special di prima classe fatta di scelte eleganti e cura minuziosa per i dettagli: strizzatine d’occhio alle inglesi degli anni Sessanta ed esaltazione pura per uno dei motori più belli della casa giapponese.

Testo  Francesco Bucci   /   Foto  KickMoto

A noi le special piacciono anche così: pulite, leggere, un esercizio di stile che mette la funzionalità al centro. Perché customizzare non vuol dire per forza “aggiungere” ma ogni tanto anche sottrarre. A qualcuno potrebbe forse sembrare spoglia, con i tubi del telaio bene in vista, quel posteriore così radicale e il silenziatore discreto e corto. Ma questa scelta non può che esaltare il motore, il vero cuore di ogni moto, in tutta la sua perfezione. E a noi piace così.

Questa bella Yamaha XS650 del 1981 ha subito una radicale trasformazione ad opera dei ragazzi di KickMoto, di Halifax. Una moto arrivata in officina già modificata, invero in maniera assai modesta, e quindi ripensata alla radice una volta spogliata del superfluo. Una tela bianca su cui dipingere i colori di una special di razza.

Quando i colori parlano di STILE

Impossibile non sottolineare il lavoro svolto sul posteriore, forgiato espressamente per supportare la classicissima sella in pelle ed ospitare il LED minimale del fanalino. La stessa scelta del colore del telaio contribuisce a dare un tocco di personalità a questa XS: non un banale nero ma un bel grigio profondo, poi richiamato da forcella e strumentistica.

E continuando a parlare di scelte cromatiche ecco il bel blu oltremare del serbatoio, che col marrone della pelle fa sempre la sua porca figura, trapuntato del bianco dello stemma dell’officina. Completano la gamma cromatica il nero dei parafanghi essenziali e il cromo degli ammortizzatori Hagon e dei raggi. Una strizzata d’occhio agli anni ’70, in particolare alla XS2 del ’72 da cui questi ultimi sono presi in prestito.

Ma non è finita qui: forcelle accorciate per un assetto più aggressivo, pneumatici “avventurosi” Shinko’s Trail Masters e poi Lui, il motore. Forse il più bel 654 cc di casa Yamaha, di certo un esemplare di prima classe con le finiture in nero, le viti a testa esagonale e la testa dei carburatori lucidata. Non poteva che essere più che degno anche l’impianto di scarico, realizzato da KickMoto con tubi da 1.75 pollici e stile a pacchi.

Prima parlavamo di “pulizia” e semplicità: arrivano allora le modifiche all’airbox e l’eliminazione del sistema di avviamento elettrico in favore del solo pedale. Batteria al litio in una scatola sotto la sella, appena sopra il forcellone, a riempire “il vuoto” del posteriore. Ma i dettagli non finiscono qui con i nuovi semimanubri, leve e le pedane e i controlli fabbricati ancora una volta da KickMoto. Chiude una preparazione a dir poco meticolosa il bel faro, classico ed elegante.

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