Silver Aero: il futurismo è adesso

Testo  Francesco Bucci  /  Foto  Ottonero

Se qualcuno pensa di sapere tutto in fatto di moto ed è convinto che ormai è impossibile inventare qualcosa di veramente nuovo, forse non ha ancora dato un’occhiata all’ultima “ragazza” di Half Caste Creations. Impossibile non sgranare gli occhi di fronte alla freccia argento presentata a novembre a Parigi nell’ambito della rassegna di moda e design “Le Cabinet de Curiosites“, promossa dal giornalista Thomas Erber.

La Silver Aero, con la sua linea essenziale e sinuosa, incarna la filosofia di customizzazione dell’officina di Bangkok in cui la parola d’ordine è simmetria. La simmetria dei 4/4 del punk rock che Dennis Karlsson e il suo team suonavano da ragazzi e che hanno saputo tramutare in una precisa idea di design, manifesto ben visibile in tutte le loro creazioni. Simmetria che diventa ritmo e si tramuta in curve, in quella naturale “s” che richiama la schiena della stessa figura umana. E sono proprio queste curve il marchio di fabbrica delle moto dei ragazzi di Half Caste Creations che hanno saputo unire ergonomia e stile insieme ad un approccio tutt’altro che convenzionale al bike customing.
Un bell’esempio è la loro Reptilia, special preparata sulla base di una Yamaha SR400.

Chiaro l’omaggio e l’ispirazione all’art deco, all’industria dell’automobile degli anni ’20 (il faro è un antinebbia di una macchina d’epoca) senza nascondere un gusto per l’esotico e una tentazione lovecraftiana (notata la sella e il serbatoio in pelle d’alligatore?). Silver Aero
prosegue sullo stesso sentiero attingendo all’immaginario futurista per realizzare una special in cui passato e futuro si intersecano generando qualcosa di insolito e intrigante.

Il nucleo centrale è il motore, il 248cc V-Twin di una Yamaha SRV, esile e leggero al punto giusto per sposarsi con le linee del telaio rigido in acciaio. L’impianto di raffreddamento ad aria dà quel tocco vintage che contrasta con la morbida monoscocca realizzata a mano, quasi una forma aliena che avviluppa il motore. Il posteriore rigido senza sospensioni è bilanciato dalla forcella a parallelogramma, che svolge allo stesso tempo una funzione estetica ed una tecnica per una migliore ammortizzazione. Per quanto riguarda la gommatura sono montati degli pneumatici per sidecar d’epoca, su cerchi a raggi da 18″. Il doppio scarico ricurvo così come i semimanubri fanno sì che le uniche forme squadrate siano quelle ricercate attorno al faro, mentre l’intera silhouette mantiene un’indistinguibile sinuosità.