A Shady Slippery Sam: dai trionfi del TT ad oggi

Ogni appassionato conosce ed ama la Triumph Trident 750cc che dominò il Tourist Trophy nei primi anni Settanta. Un’officina tedesca decide di offrire il suo tributo, in modo originale, alla storia Slippery Sam.

Testo  Francesco Bucci   /   Foto   Hanse Qustom

Quando parliamo della Slippery Sam dobbiamo toglierci il cappello: si tratta di una delle grandi leggende del Tourist Trophy all’Isola di Man, la motocicletta “da battere” dei primi anni ’70, quando non c’era italiana, inglese né giapponese capace di starle dietro.

La Triumph Trident 750cc, sostenuta dall’affidabile tricilindrico britannico e preparata meticolosamente da Les Williams, si portò a casa 5 titoli consecutivi al TT dal 1971 al 1975, percorrendo nella sua vita competitiva oltre 3600 miglia: completando 6 TT, una 500 Miglia di Thruxton e un Bol d’Or. Roba che al confronto i modelli odierni da gara sembrano usa e getta.

Replica della Trident “Slippery Sam”

La moto originale, distrutta negli anni seguenti in un incendio, è stata ricostruita alla perfezione all’inizio degli anni 00, ed insieme ad essa sono nate innumerevoli Repliche più o meno fedeli per omaggiare quel pezzo di storia capace di dominare il TT così a lungo.

Quella che vogliamo segnalarvi noi (e che trovate qui sotto) è la scelta controcorrente dell’officina di Amburgo Hanse Qustom che, invece di un’imitazione pedissegua della Slippery, ci propone qualcosa di più personale anche se palesemente ispirato al passato: signori, a voi la Shady Sam.

La Triumph ha una gloriosa storia nel mondo delle competizioni. La Shady Sam è il nostro tributo alla legendaria moto inglese da gara “Slippery Sam”, che le Case giapponesi impararono a temere negli anni ’70”

Inutile mettersi a parlare di somiglianze o differenze: la Shady Sam è un ALTRA moto che non ci prova nemmeno ad imitare l’originale. Sopra avete visto la doppia versione con colorazione “neutra” e livrea “Slippery-style” da esposizione. La base è una Bonnie del 2013, una moto moderna, così come moderna è la scelta di tenerla scarenata ad eccezione del cupolino, lasciando il bel bicilindrico raffreddato ad aria in bella mostra.

Ripensato il posteriore dueposti della Bonneville con un singolo sedile camosciato in nero ed un codino con lo spazio per ospitare il numero da gara ed una coppia di silenziatori LeoVince subito dietro: questi ultimi, collegati al motore da scarichi custom in acciaio, sono la parte preferita della build per Matthias Becker, il designer di Hanse Qustom. 865 di cilindrata cantano che è un piacere.

Sospensioni top di gamma Ohlins sia per l’anteriore che per il posteriore, cerchioni da 17″ per entrambe le ruote forgiati in Germania. Una coppia di dischi Brembo sono stati aggiunti per contenere la potenza amplificata. Per una posizione di guida più aggressiva abbiamo dei semimanubri LSL e le pedane arretrate.

È stato sostituito anche il serbatoio, per uno più sottile e adeguato alle linee estetiche e alle proporzioni della nuova build. Ad esso si aggiungono fari e stop necessari a rendere la moto in grado di circolare, una scelta precisa di Hanse Qustom, che non vuole realizzare motociclette “da vetrina”. Ovviamente la scelta è di rendere questi elementi il meno invasivi possibile: ecco quindi i piccoli ma luminosi LED fra i silenziatori.

Sebbene la versione attuale della moto non porti la colorazione Slippery, siamo sicuri che non sarà difficile per la Shady farsi notare fra le vie di Amburgo.

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