Segoni Special: Ritorno al Futuro

Il marchio Segoni Special torna con la G800 Oro per celebrare gli anni ‘70 e ricordare le conquiste tecniche di un uomo intraprendente e all’avanguardia

Testo Jeffrey Zani           Foto Alice Franchi

Quando andava in moto Giuliano Segoni sentiva la barba che si separava attorno al collo, sventolando più forte all’aumentare della velocità. I rettilinei d’altronde sono fatti per questo. Per accelerare. Anche se è nelle svolte che il toscano trovava il gusto più autentico. Ed è per questo che la sua attività di costruttore si è concentrata sui telai. La guida su due ruote è sublimata nelle curve, ed è lì che si distingue chi sa guidare e chi sa costruire una moto in grado di “girare” come si deve. Segoni questo lo sapeva bene. E in questo voleva essere maestro. Barba folta alla Carlo Marx e sguardo fiero, il toscano è stato uno dei più facoltosi telaisti della penisola durante quegli anni ‘70 che hanno visto proliferare entusiasmi e iniziative.

Un’epoca in cui chi era munito di dedizione e talento poteva partecipare al Bol d’Or, una delle più rinomate gare di endurance di tutti i tempi, e presentarsi sul mercato con un’alternativa rispetto all’offerta delle grandi case. Come fatto dal fiorentino con una serie di ciclistiche che hanno dato maneggevolezza a motori come Honda, Laverda, MV e Kawasaki.

Un incidente stradale l’ha portato via nel 1979, ma ora la sua figura torna di prepotenza, lanciata dall’iniziativa del figlio Lorenzo. Fiorentino d.o.c. come il padre, meccanico come il papà. Cresciuto fra i motori e lì maturato. Fino ad oggi, fino ai 37 anni segnalati all’anagrafe. Fino al giorno in cui ha deciso di rimettere in moto il marchio di famiglia: Segoni Special. E di farlo in pompa magna unendo le intuizioni tecniche di Giuliano alla tecnologia più avanzata, con un tocco di classe che trasmette valore e buon gusto.

Le caratteristiche principali della G800 Oro sono tutte racchiuse nel nome. L’iniziale del padre che rompe il ghiaccio, la cilindrata del propulsore quadricilindrico preso in prestito dalla Kawasaki Z800, il materiale con cui è rivestita la ciclistica caratterizzata dal “tubone” che parte dal cannotto dello sterzo e scorre verso la zona della seduta. È il marchio di fabbrica dei più evoluti telai Segoni. Così come la scocca che unisce il serbatoio da 12 litri, la sella e il codino con finale a punta.

Un vestito ispirato dalla Z1 K900 creata da Giuliano e disegnata dal fratello Roberto sul finire degli anni ‘70, che oggi si presenta in fibra di carbonio e con la stessa livrea dell’antenata, con un filetto dorato alla John Player Special affiancato da un gemello rosso che ricalca i contorni della carrozzeria. L’abbondante basetta laterale che scende verso le pedane completa il senso di unità compattando il profilo della moto, e nasconde una quota della parte più pregiata del mezzo. Per vederne il telaio in acciaio cromo-molibdeno bagnato in oro 24 carati, la G800 Oro va spogliata. E il tempo richiesto per l’operazione è come un antipasto elaborato da uno chef stellato.

Le perle della carrozzeria e della ciclistica sono distribuite un po’ ovunque, ma Segoni Junior ha messo mano anche al motore. L’intervento si è rivolto per lo più sulla parte elettronica, con una nuova accensione e iniettori più avanzati. Il risultato sono cavalli di potenza da sfogare con la manopola del gas, resi più efficaci da una dieta che ha portato ad un risparmio stimato in quasi mezzo quintale. Dai 220 chili abbondanti della Z800 si passa ai 175 della Segoni Special, grazie a una serie di interventi che ha coinvolto anche il forcellone in allumino, capace di far segnare meno di cinque chili alla prova della bilancia.

Lo scarico 4-in-4 è stato realizzato dalla Arrow appositamente per questo modello, i cerchi OZ da 17” sono in alluminio forgiato anodizzato e riprendono lo scintillìo di telaio e filetti, la forcella a steli rovesciati da 43 millimetri è dotata di attacco radiale e offre più possibilità di regolazione. Nel 1979 sarebbe stata la Z1 K900 del futuro, oggi è una realtà che mescola eleganza e prestazioni, anche se l’impressione è che manchi qualcosa. Per renderla perfetta dovrebbe avere al suo fianco Giuliano in una delle mise sfoggiate durante le presentazioni dei suoi modelli. Il completo grigio scuro con il gilet a bottoni, la camicia chiara, i capelli all’indietro. E quella barba che gli incornicia il sorriso. Soprattutto quando pensa alla prossima avventura in officina.

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