Una Royal Enfield nel corpo di una Yamaha da corsa

Inline3 custom Motorcycles ci ha abituato a soluzioni stravaganti e binomi inauditi. Questa volta hanno deciso di utilizzare un telaio Delta Box per ospitare il monocilindrico di una Continental GT. Una storia di sudore e fatica, una corsa contro il tempo per partecipare all’Indian Bike Week 2016. Never Give Up.

Testo  Francesco Bucci  / Foto  Inline3 custom motorcycles

La storia di oggi è un po’ diversa dal solito: sul piatto non c’è forse la migliore delle cafe racer e nemmeno il preparatore più rinomato della piazza. C’è “solo” la storia di un ragazzo indiano a cui piacciono le moto “impossibili”, un sogno da inseguire contro il tempo, ma c’è anche la fatica e lo scoraggiamento che ci divorano quando tutto sembra remarci contro. E poi c’è il riscatto: c’è il “nonostante tutto”, c’è la tempra di un uomo vero, il successo meritato.

Costruire motociclette probabilmente è l’unica cosa che so fare.

Aseem Singh Pawar non è un tipo da scelte semplici: lo dimostra la prima custom che decide di mettere insieme nel giugno 2015, dando vita a Inline3 custom Motorcycles. La chiama “Flying Sikh” (FS350) ed è un ibrido tutto particolare tra il motore di una Yamaha RD350 e il telaio a traliccio di una Ktm Duke. La costruisce in un modesto garage fuori da New Delhi, assieme all’amico di una vita Pritam, e la gioia provata in quel lavoro lo convince che è questo che vuole continuare a fare.

Ed è proprio da una chiacchierata a tarda notte con Pritam che nasce l’idea della Tony535: una moto diversa che decide di non percorrere le strade battute da numerose cafe racer “mainstream” per tracciare un percorso personale. Perfezione estetica e performance di grido? Probabilmente no. Unicità? Questo è assicurato.

Dopo la FS350, un RD350 con telaio a traliccio, il passo logico successivo era realizzare una Royal Enfield in un telaio Delta Box.

Aseem è stato selezionato per competere nel contest di moto custom dell’Indian Bike Week 2016… il che vuol dire che quando inizia i lavori (primi di dicembre) ha meno di 2 mesi per portare a termine l’opera. Peccato che per l’ultima moto ce ne ha messi NOVE. L’impresa si preannuncia titanica già in partenza: sarà una corsa contro il tempo.

Aseem riesce sorprendentemente a mettere le mani sul telaio di una R15 con relatività facilità… dopodiché però la fortuna finisce. Aseem e il suo collaboratore Melvin scoprono che recuperare una Royal Enfield di seconda mano in condizioni decenti in India è l’equivalente di un’impresa disperata. Dopo settimane infruttuose trovano una buona offerta ma il proprietario si ritira all’ultimo lasciando i due a mani vuote e con 15 giorni di lavoro in meno.

Avevo ormai abbandonato ogni speranza: poi Melvin, Sounak e mio padre mi hanno tirato su di morale e convinto a non rinunciare ai miei sogni.

– Mi sono seduto e ho ripensato a fondo la mia strategia. Ho cominciato costruendo un motore finto delle giuste dimensioni, per permettermi di fabbricarci il telaio intorno. In pochi giorni monto la forcella WP e il forcellone posteriore Thunderbird con ammortizzatori WP sul telaio Delta Box Yamaha. –

Ed è in quel momento che arrivano le buone notizie… insieme al motore di una Continental GT. L’officina fa quindi i bagagli e si trasferisce a New Delhi per lavorare al meglio avvalendosi del lavoro di fabbricazione di Bitto Bhai ed avendo a portata il Royal Motorcycle Store Karol Bagh con tutti pezzi necessari. Passano giornate da 14 ore di lavoro ma il 14 gennaio la costruzione finalmente termina.

Quando lavoro sulle moto non ho nessun riguardo per l’igiene personale e l’orario dei pasti è un concetto sconosciuto. Finire la preparazione è l’unica cosa che ho in testa: non ho un budget di milioni di dollari. I semplici attrezzi che ho in officina e il mio duro lavoro è tutto ciò che ho.

Finita la build arriva il momento delle soddisfazioni con la prova su strada: Aseem testa la Tony per due giorni e tutto quello che aveva immaginato per mesi si tramuta in realtà. La moto si comporta esattamente come previsto, sembra quasi che il telaio Delta Box sia stato pensato appositamente per il motore Royal Enfield. La gente normalmente non considera il marchio anglo-indiano un sinonimo di grandi performance, pensando si tratti di roba buona solo per i chopper o le custom. Inline3 fa di tutto per dimostrare il contrario: Pistoni Wossner, valvole e camme racing, cuscinetti e bielle e una nuova centralina ECU. Finalmente il motore è all’altezza di un telaio da Moto GP.

Tony è una moto senza fronzoli. La mia filosofia nel costruire moto è contraria all’aggiunta di dettagli a soli fini estetici. Tony è stata pensata, realizzata e tirata a lucido con una chiara visione in testa che risponde alla parola “PERFORMANCE”.

Aseem alle parole fa seguire i fatti. Sulla moto non troviamo niente che non sia necessario alla funzione primigenia di ogni moto: CORRERE. Niente classico faro, ma uno scudo tondo in sua vece. Stesso discorso per la strumentistica, la cui assenza è quasi “rumorosa”. Troviamo invece un serbatoio customizzato, con doppia colorazione “British Racing Green” e argento, separata da una banda gialla. Per il resto troviamo dei classici semimanubri, lo scarico ancora una volta custom ed uno striminzito parafango anteriore ad incorniciare gli pneumatici Michelin su cerchi da 17 pollici.

Credo che la nostra debolezza più grande sia la tendenza a rinunciare. La strada migliore per il successo è sempre “provarci ancora una volta”.

La storia di Aseem è un po’ l’emblema della recente parabola dell’industria motociclistica indiana, in particolare del suo rinnovato interesse verso il mondo delle special. Guardandoci intorno Inline3 custom Motorcycles è solo una delle nuove realtà orientali che si propongono con “prepotenza” nel panorama mondiale con energia e voglia di innovare.
Noi siamo sicuri che hanno qualcosa da dire… e voi?

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