Moto Guzzi Ordigno 17

Interpreta fedelmente il sogno Cafe Racer. Tosta, sfacciatamente bella, inchioda lo sguardo anche del più distratto dei passanti.

Testo Fernando Felli / Foto Roberto Brodolini

Maurizio Renna coltiva da sempre la passione per le moto e la meccanica. La curiosità di capire il magico funzionamento del motore lo ha spinto a trascorrere intere notti in cantina per trovare nuove soluzioni più performanti. Dopo circa un anno e mezzo ha realizzato il suo sogno. “Parlano parlano di libertà, ma quando vedono un individuo veramente libero, allora ne hanno paura”. Il concetto che Jack Nicholson esprime nel film Easy Rider riguarda il rapporto tra le scelte di un uomo libero e il mondo convenzionale. Chiuso nel mio box, mi sentivo un uomo libero di creare qualcosa di veramente unico: Ordigno 17”.

Raffinata filosofia Cafe Racer

Maurizio Renna può considerarsi soddisfatto nell’avere creato “Ordigno 17”, una Moto Guzzi da sballo, curata nei particolari in modo maniacale, nel pieno rispetto degli anni ‘70. Non c’è bullone che non sia stato stretto da una chiave “bestemmiometrica”, accompagnato da una goccia di sudore e da un sorso di birra ghiacciata. La prima cosa che salta agli occhi è il bel telaio rosso come i primi centosettantasei modelli del Guzzi V7 Sport realizzati in tubi al cromo-molibdeno dal reparto corse della Casa di Mandello del Lario. Tale componente ha subito significative modifiche, che troverebbero l’approvazione dell’ing. Lino Tonti, padre dello “Sport”, come la capriata che avvolge il retrotreno, creando un supporto per l’inserimento di un ammortizzatore Showa sotto la sella: una modifica che permette di eliminare i due ammortizzatori laterali, a beneficio della riduzione dei pesi e di un maggiore equilibrio della moto. Belli anche i tubi terminali del telaio che, anziché finire dritti come canne di fucile, si raccordano con il codino. Quest’ultimo è stato realizzato a mano da Maurizio e mantiene le saldature di alluminio allo stato grezzo, come pure quelle dei semimanubri, un modo per dire che questa è una moto pour homme. Sotto il codino è stata collocata la batteria e al suo posto si trova una piastra di alluminio che blocca il motore al telaio. Il serbatoio di alluminio, vera opera d’arte, è stato realizzato da un artigiano scozzese e si posa con eleganza sulla moto, dando un tocco old racing che fa rivivere le sfide selvagge dei rockers lungo le strade provinciali, sfiorando con il casco Cromwell, rigorosamente a mezza noce, i fianchi morbidi e sensuali di Betty Page, la pin up da infarto. Altro particolare degno di nota è il freno anteriore a due ganasce a doppia camma preso in prestito da una Guzzi V7 Special, con la realizzazione di una feritoia laterale per il raffreddamento dei ferodi. Alla sicurezza dei due freni a disco Maurizio ha preferito il fascino vintage, che impone però una guida più prudente e ragionata. La piastra della forcella è quella di una California sapientemente modificata. Sul ponte di comando troneggia un bellissimo contagiri meccanico Veglia Borletti a fondo bianco. Sui due cilindri a testa tonda spiccano due carburatori Dell’Orto PFH 36, talmente belli che verrebbe voglia di metterli nel soggiorno di casa. Il peso della moto è davvero ridotto, in barba alle leggi della fisica: 145 kg!

Puro Sangue

Appena si sfiora il bottoncino di avviamento, posto vicino alla testata sinistra, si sente il cupo borbottio del bicilindrico uscire dai due tubi di scarico liberi. Due botte di acceleratore e l’anima di Ordigno 17 sputa fuori i gas di scarico con la forza di un tornado, facendo suonare anche l’allarme della parrocchia. La posizione di guida è semplicemente perfetta su provinciali e tratti autostradali. Il motore, grazie alla sua grande coppia, permette di muoversi con facilità anche in città, ma l’indole di questa nuova Moto Guzzi è quella di correre libera come un cavallo di razza lungo interminabili strade extraurbane. “A lavoro finito ero consapevole di avere vinto la mia più grande sfida personale. Vederla successivamente premiata e soprattutto apprezzata dagli altri, mi ha riempito di orgoglio ed è un omaggio alla mia passione verso le moto e la meccanica, parte integrante della mia vita”.