Mash Two Fifty Cafe Racer: la cilindrata non conta

Il ritorno alla chiave inglese di Pepo (Radical Ducati) non poteva essere più d’effetto: una Mash 250 nuova fiammante interamente riprogettata per catturare lo spirito endurance degli anni Settanta

a cura di Francesco Bucci

Qui a Special Cafe rimaniamo spesso intrigati dalle elaborazioni più particolari, che spesso partono da basi poco comuni o da cilindrate minori per poi realizzare qualcosa di nuovo con perizia e spirito innovativo. Certo, i Classici (con la C maiuscola) li abbiamo nel cuore anche noi, come tutti, e mai potremmo rinunciarvi. Ma ogni tanto ci piace servirvi, sul nostro ipotetico tavolo da lavoro, qualche spunto diverso e meno conosciuto.

Come questa Mash Two Fifty “Cafe Racer”, una snella 249cc capace di sfrecciare agile fra le strade affollate delle Ramblas catalane nella sua suite di appena 120 kg. La mano dietro questo piccolo grande capolavoro non è nientemeno che di XTR Pepo, preparatore spagnolo già noto al palcoscenico europeo con il nome di Radical Ducati. La sua esperienza sulle moto italiani era stata bruscamente interrotta agli albori del 2014, quando la voglia di avventure di Pepo l’aveva condotto lontano dal lavoro in officina. Ma “True Love Waits”, il “vero amore sa aspettare” (come cantavano i Radiohead), e l’elaboratore di Barcellona è infine tornato a ciò che sa fare meglio: costruire Cafe Racer!

250 sì, ma con gli attributi

La critica che viene spesso mossa alle special costruite intorno a motori di piccola cilindrata è che sono “giocattoli”, passatempi da ragazzi, step intermedi prima di arrivare ad una più impegnativa “Terra Promessa”. È altrettanto vero però che il vero divertimento sulle due ruote non è aprire il gas di un pesante bolide in rettilineo per raggiungere chissà quali velocità… ma piuttosto saltare sulla sella a destra e sinistra, mentre attacchiamo con agilità un misto stretto. Ed è proprio nell’agilità che questa build trova la sua forza.

Il progetto di questa Mash parte da una motocicletta nuova ripulita dei suoi componenti originali, rimpiazzati da numerosi pezzi fabbricati ex novo da Pepo. Dal serbatoio XTR in vetroresina molto simile nelle linee a quello di un Honda 500 GP, fino alla carena sempre in vetroresina ispirata a quella originale OSSA GP. Un anteriore simile non può non trovare il suo naturale seguito nel blocco codino-sella che strizza l’occhiolino alla mitica Aermacchi Ala d’Oro.

Totalmente nuovo anche l’impianto di scarico, interamente fabbricato da XTR, accompagnato da un bel silenziatore SuperMario, un nuovo filtro dell’aria e un paio di pneumatici Continental Supermotard di ottima qualità.

Quando lo sguardo cade sulla motocicletta nella sua interezza, ricca anche di dettagli minori (come il particolare faro anteriore), non possiamo non pensare che si troverebbe perfettamente a proprio agio fra le concorrenti di una Bol d’Or degli anni ’70. Da parte nostra siamo contenti che Pepo sia tornato ad “insegnare” come si fanno le cafe racer con questa special eccentrica e classica allo stesso tempo.

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