HONDA CB 750 – THIRTEEN AND COMPANY

Quando bastano 100 dollari per la felicità

Testo    Francesco Bucci    /    Foto    Thirteen and Company     /    Video    KStudio 

Sono pochi i preparatori che non incontrano sulla loro strada, almeno agli esordi, LA moto giapponese da customizzare per eccellenza. Honda CB 750: un nome una garanzia. E’ la storia dei californiani di Thirteen and Company che facendo due passi nella Contea di Orange si imbattono in un simpatico siparietto che cambierà le loro vite.
– La voglio fuori dal mio garage entro stasera, Bill, non fartelo ripetere! –
– Ma cara, quando andrò in pensione finalmente potrò rimetterci le mani sopra e… –
– Devi prima ARRIVARCI alla pensione e di questo passo ti faccio fuori prima io! –
Non deve essere stato difficile per l’officina “based in Los Angeles” convincere il povero Bill a cedere la sua vecchia Honda dell’81, strappando un prezzo di favore di appena 100 dollari. Sentiti ringraziamenti alla moglie.

La sorpresa è che la moto, ferma da più di dieci anni e con tutti i segni “esteriori” dell’età, presenta una fin troppo buona situazione per quanto riguarda il motore. Il precedente proprietario, prima di riporla in garage deve aver succhiato via il carburante e cambiato l’olio perché basta una nuova batteria e delle nuove candele per rimettere il gioiellino in moto. L’occasione è troppo ghiotta per non realizzare una bella cafe racer, pensa Kyle Vara, il builder dietro Thirteen and Company. Ma non una qualunque: la scelta è di puntare su elementi anacronistici accostando un look minimal da “moto classica” a dettagli di pura modernità.

Abbiamo quindi un codino snello, 2mm di metallo lavorati a mano senza laminatrice, ad incorporare in un unico pezzo la doppia stringa di accesissimi LED rossi. Setup da 385mm per le sospensioni posteriori, cercando di riequilibrare la linea con l’anteriore: i cerchi da 16″ ospitano quindi pneumatici AVON MK II 5.00 x 16. Anche lo scarico è stato realizzato artigianalmente, ad emulare la linea di uno Yosh.

Per l’anteriore abbiamo dei semimanubri con manopole Biltwell a cui sono stati associati controlli da motocross (pinze freno e frizione). Altra scelta davvero particolare è stato incorporare nella barra un telefono interamente customizzato per fungere da tachimetro e navigatore all’occorrenza.

Per quanto riguarda il motore l’intervento di Kyle si è concentrato sulla ricerca del giusto carburatore: è stato un lavoro duro fatto di tentativi, combinazioni improbabili ed errori fino alla scelta finale del Mikuni CR, reputato ideale per “rosicchiare” ancora un po’ di potenza al doppio cilindro.

Non possiamo che dire “buona la prima” per i ragazzi di Thirteen and Company!