Honda CB 550 Cafe Racer: la moto come terapia d’amore

C’è chi monta in sella da bambino, chi da ragazzo e chi da adulto. Chi lo fa per natura, chi per ribellione, chi per scacciare i pensieri o magari una storia finita male. È questa la storia del possessore di questa special, opera di Rob Chapell (Origin8or)

Testo  Francesco Bucci   /   Foto  Origin8or

Un’Honda cafe racer come terapia

Quando hai un’officina se ne sentono di tutti i colori – almeno così la pensa Rob Chappell di Origin8or, Ontario (Canada). Il fratello di Chris (quello di Chappell Customs, LA) si vede piombare un cliente tutto particolare.

Amante “a distanza” delle moto fin da bambino ma mai stato possessore di una ruote, il nuovo cliente decide finalmente di togliersi questa soddisfazione. Il perché è presto detto: matrimonio in crisi. E qual è la miglior terapia se non personalizzarsi la moto dei propri sogni?

La scelta ricade su una Honda CB 550F del 1977, un’evergreen capace di regalare grandi soddisfazioni ai preparatori… e mantenere contenuto il prezzo dell’assicurazione (stellare anche in Canada).

A caccia di un assetto “cafe”

La moto viene acquistata “quasi” come mamma Honda l’ha fatta: tutto è originale tranne lo scarico 4-in-1. Rob procede quindi analizzando l’assetto e vedendo come meglio adattarlo al suo futuro rider: fondamentale allora la postura in sella. Rob modifica il posteriore per far posto ad una sella cafe Tuffside e sostituisce il manubrio originale con qualcosa di più aggressivo.

Una volta prese le misure parte completa la modifica del telaio inclinandolo leggermente in avanti e fabbricando il codino. Il manubrio però non convince e si passa ai semimanubri con la successiva esigenza di fabbricare una nuova piastra per la forcella. Ma le cose ancora non vanno perché i calibri spuntano troppo in altezza così Rob sega il bloccasterzo e fabbrica un braccio per adattare i semimanubri alla piastra.

Ordinario anche il lavoro di pulizia di motore, ricostruzione dei carburatori e nuovi cornetti d’aspirazione. Rob rinnova anche l’impianto elettrico storico con un nuovo sistema d’iniezione Power Arc con relè stato solido. Arriva poi il momento del comparto ruote con i cerchioni di un CB750 modificati per ospitare una gomma posteriore da 130 e poi verniciati a polvere (come il telaio): eliminati anche i raggi originali per far posto a degli ottimi sostituti in acciaio.

Riverniciata tutta in nero Rob e cliente riflettono su altre possibili colorazioni… ma poi rinunciano perché la voglia di montare in sella per la prima volta è tanta, così come quella di scacciare i cattivi pensieri dando un po’ di gas.
Noi, nel nostro piccolo, auguriamo la miglior fortuna a questo nostro nuovo fratello rocker!

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