Gilera 106SS Fiore Grazioso 1963 by ExesoR Motorcycles

Direttamente dagli anni ’60, questa Gilera di piccola cilindrata era il sogno dei giovani americani che amavano la velocità ma non potevano permettersi una “vera” moto. Scopertone un raro esemplare in Austria quelli di Exesor non se lo sono fatto ripetere e ne hanno fatto una special.

Testo  Francesco Bucci   /   Foto  Harald Lenzeder

Quando penso alle Gilera torno con la mente ai racconti di mio nonno, lui che nei primissimi anni ’50 sfrecciava sulle provinciali laziali in sella alla mitica 500cc. Me lo posso immaginare con quel piglio a metà fra Paul Newman e Marlon Brando, gli occhialoni e la giacca, in sella con nonna abbracciata dietro e una vita intera davanti. Erano gli anni in cui Gilera era un nome che significava davvero qualcosa: stradominio del Campionato Mondiale 500c (1950, 1952, 1953, 1954, 1955, 1957) ma anche podi importanti all’Isle of Mann TT nel 1955 e 1957 con il grande Geoff Duke in sella.

Una storia di motori tutta italiana che vede il suo canto del cigno con la vittoria di Simoncelli nel 2008 col 250cc: poi l’acquisizione nel gruppo Piaggio e un’attività prevalentemente orientata verso il mondo degli scooter di piccola e media cilindrata. Pochi però ricordano che durante gli anni ’60, forte del marchio vincente e conosciuto in tutto il mondo, la Gilera era sbarcata in America con il suo modello di minor cilindrata, la Gilera 106cc.

EUROPA-USA: ANDATA E RITORNO

La Gilera 106cc, un modello concepito per i teenager americani: tutta passione per la velocità, pochi soldi in tasca e una licenza di guida stringente. Non c’è da stupirsi per il successo raccolto oltreoceano, dove si spostò quindi il grosso della produzione, mentre in Europa la “piccolina” di casa Gilera vide poco mercato.

Immaginate quindi lo stupore di Christian Schwarzenlander, founder di ExesoR Motorcycles, quando si è imbattuto in uno di questi gioiellini nella nativa Austria. Un’occasione che non si è lasciato sfuggire, malgrado le ruote malandate e la ruggine superficiale. La cosa che conta, si sa, è il motore… e quello che cantava ancora una meraviglia.

Un checkup al motore e una rinfrescata ai carburatori è stato il primo passo, cui è seguito lo smontaggio del telaio, un’ispezione generale e la riverniciatura.

“A designer knows he has achieved perfection not when there is nothing left to add, but when there is nothing left to take away

La frase di Antoine de Saint-Exupery, eletta dai ragazzi di ExesoR Motorcycles come motto, rende l’idea del modo di lavorare di quest’officina austriaca. Nuovo paio di ruote con pneumatici retrò, ricostruzione completa delle forcelle. Una sfida trovare dei semimanubri adatti alle dimensioni ridotte della moto: alla fine ne vengono riadattati un paio da uno scooter grazie alla piastra ampliata appositamente.

Davvero un bel vedere la sella, realizzata artigianalmente, così come le piastre laterali e il supporto per il piccolo LED frontale. Il risultato finale è un piccolo capolavoro di “arte minimal” dal gusto cafe, qualcosa a cui quelli di Exesor ci hanno piacevolmente abituato negli ultimi anni.

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