EICMA 2015: le straniere

Testo Francesco Bucci / Foto Alice Franchi

Non sono solo i più famosi marchi italiani a mostrare un rinnovato interesse verso gusto, estetica e vibrazioni vintage. Quest’ultima edizione dell’Esposizione vede salire sul ring anche alcune delle più grandi Case internazionali, sensibilmente più vicine al mondo scrambler e special rispetto al passato. Così BMW presenta una nuova versione della RnineT dal gusto decisamente “off road”, la Triumph segue il sentiero tracciato dalla sua più celebre creatura mentre la Yamaha investe sul suo interessante progetto ad alto tasso di customizzazione: Yard Built.

Questo e molto altro nel servizio fotografico di Special Cafe dedicato alle “straniere”.

 

 

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BMW RnineT Scrambler

La BMW non manca l’appuntamento e propone la nuova RnineT, dotata del bicilindrico Boxer raffreddato ad aria e olio. Cilindrata e cavalli abbondano ma a colpire è il design minimale con un maggiore uso del metallo, e una vocazione da «fuori strada»: impianto di scarico con doppi silenziatori uno sopra l’altro, sospensioni ad ampia escursione, cerchi da 19” e sella con cuciture a vista. La cilindrata da 1170 cm³ un suono arrembante e una potenza che non si discute.

 

 

 

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Triumph Bonneville T 120

Chiamatela pure «old school» ma la linea della nuova Bonneville continua ad essere sinonimo di eleganza. Questa versione sfoggia un bicilindrico da 1200 cm³, 8 valvole e raffreddamento a liquido. Non mancano ABS, controllo della trazione e presa USB; belli i gruppi ottici e ben leggibile la strumentazione a metà tra analogico e digitale. Molto particolare anche la versione Black, tecnicamente identica ma ricca di finiture interessanti. Nelle foto trovate anche un’occhiata da vicino alla nuova versione della Speed Triple.

 

 

 

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Yamaha XSR 900 e Yamaha Yard Built

Basata sulla MT-09, Yamaha propone la sua nuova creatura tenendo fede alla linea «Faster Sons» inaugurata dalla XSR 700, puntando a realizzare moto retrò con tecnologia moderna. Se ciclistica, telaio, forcella e motore seguono le orme della MT, tutta nuova è invece l’estetica ispirata al mondo «special» anni ’70: serbatoi con cover in alluminio, fari tondi, sella con impunture a vista e il nuovissimo scarico nero opaco che contrasta col silenziatore in alluminio. Il progetto che teniamo più d’occhio della casa giapponese è però lo Yard Built. La Yamaha ha affidato ai più talentuosi bike maker del mondo la possibilità di elaborare le sue moto più moderne in chiave «special», mettendo poi in vendita kit aftermarket per consentire ai clienti più smaliziati di costruirsi la moto dei propri sogni direttamente in garage. Queste le foto più belle.

 

 

 

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Royal Enfield Bullet Classic Desert Storm
La storica casa inglese porta in esposizione ancora la Continental GT, retaggio dello scorso anno, e ad essa affianca una rilettura della Bullet, sempre in pieno stile Enfield. La colorazione “sabbiosa” si rifà alle suggestive missioni in nord Africa dell’esercito inglese durante il secondo conflitto mondiale, scarico e telaio richiamano gli anni ’50 così come il monocilindro in bella vista.

 

 

 

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Saroléa Manx 7

In conclusione vi segnaliamo l’interessante proposta ospitata dallo stand Bridgestone. L’innovativa superbike della Saroléa è totalmente elettrica, zero emissioni e omologata per la guida in strada. Non solo: la Manx 7 è la diretta discendente della SP7 che abbiamo visto sfiorare il podio nell’Isle of Man TT Zero 2015… si aprono scenari inediti per quanto riguarda il viaggio a zero impatto ambientale e le prestazioni di queste moto elettriche.