Ducati 916 Follia

Novecentosedici Follia, un nome azzeccato per una singolare cafe racer ramata.

Testo Fernando Felli                                   Foto Roberto Brodolini

Di cafe racer nuova generazione se ne vedono tante in giro, ma questa Ducati S4 ha qualcosa di veramente straordinario che riesce a rubare lo sguardo manco fosse una pin up da infarto. Marco, costruttore e proprietario di questo gioiello, è un appassionato che nella vita fa tutt’altro ma ha sempre coltivato una grande passione per la meccanica, modificando già da ragazzino un Aspes 50 come sua prima vittima sacrificale. Notti insonni passate in garage a smontare, limare, modificare il cinquantino fino a farne un vero outlaw. Poi nel 2013 la grande svolta: preparare una vera cafe racer, chiamata poi “Novecentosedici Follia” proprio per l’immane lavoro eseguito.

La moto base è la Ducati S4, che all’apparenza sembra una Monster “normale” e invece non lo è: motore 916 quattro valvole, ciclistica migliorata, sospensioni Showa e Sachs, impianto frenante Brembo serie Oro, forcellone monobraccio preso in prestito dall’ancora più performante Monster S4R. E questo è solo un piccolo anticipo.

ENGINE & TRASMISSION

Il motore è a 4 tempi, bicilindrico longitudinale a V di 90°. Alesaggio e corsa 94 x 68 mm, cilindrata 916 cc, rapporto di compressione 11:1. Distribuzione desmodromica a doppio albero a camme in testa con comando a cinghia. 4 valvole per cilindro, lubrificazione a carter umido, raffreddamento a liquido. Potenza max 101 CV (74kW) a 8.750 giri, coppia max 9,3 kgm (92 Nm) a 7.200 giri. Alimentazione a iniezione elettronica Marelli, diametro dei corpi farfallati 45 mm. Aspirazione filtro aria BMC modificato.

Impianto scarico originale Ducati Monster S4R modificato. Accensione elettronica digitale; candele Champion RA59GC. Impianto elettrico batteria 12V – 10 Ah. Frizione a dischi multipli a secco con comando idraulico. Cambio a 6 marce, trasmissione primaria a ingranaggi a denti dritti, rapporto 1,840 (59/32); finale a catena rapporto 2,466 (37/15).

CYCLIST

Telaio a traliccio di tubi in acciaio al cromo molibdeno lucidato e ramato galvanicamente; inclinazione cannotto di sterzo 24°, avancorsa 98 mm. Sospensioni: forcella Showa a steli rovesciati da 43 mm regolabile nell’idraulica in estensione e compressione e nel precarico della molla, escursione ruota 120 mm; posteriore forcellone monobraccio oscillante con leveraggi progressivi e monoammortizzatore Sachs idraulico regolabile in estensione e compressione nell’idraulica e nel precarico della molla, escursione ruota 148 mm.

Le ruote montano cerchi Kineo a raggi, anteriore 3,50 x 17”, posteriore 6 x 17”. Pneumatici Pirelli Phantom 120/70 – ZR17, posteriore 190/60 – ZR17. Freni anteriori a doppio disco flottante da 320 mm con pinze a 4 pistoncini, posteriori a disco da 245 mm con pinza a doppio pistoncino. Peso a secco 180 (13 kg in meno rispettoalla versione originale). Velocità massima 227 Km/h.

ACCESSORIES & BODY

Il primo particolare esclusivo della “Novecentosedici Follia” è la lucidatura ramata galvanica. Un colpo d’occhio che non ti aspetteresti su una moto cafe sportiva. Marco in realtà voleva cromare il telaio e il forcellone, ma così facendo sarebbe rimasto nei canoni soliti della trasformazione. Fortunatamente nel capannone del cromatore ha notato una serie di pezzi ramati d’incredibile bellezza, già pronti per il bagno galvanico necessario per la cromatura. Da qui la decisione di fare ramare le parti interessate della moto. Purtroppo lo strato di rame è molto delicato, si ossida velocemente e gradualmente perde l’effetto iniziale virando sul verde. Ma ecco subito la soluzione: verniciare il tutto con un protettivo trasparente lucido appositamente studiato per il rame. Tralasciamo, per modo di dire, le ore passate in garage a lucidare a mano tubo per tubo, i viaggi e le tribolazioni per arrivare a questo eccellente risultato: possiamo affermare senza nessuna smentita che ne è valsa la pena.

Un altro particolare graffiante di questa moto sono i cerchi a raggi tubeless Kineo che danno un gradevole aspetto vintage anni ’60/’70. Una scelta esclusiva pagata a peso d’oro. Pregiata è anche la semicarenatura della moto, una replica Avon con doppio cupolino in plexiglass (uno per il faro anteriore e l’altro per il cupolino) che ci proietta direttamente in Inghilterra. Queste semicarene venivano spesso usate dai famosi preparatori Derek e Don Rickman sulle loro moto negli anni ’60/’70.

Altri particolari sono stati realizzati di getto, con pezzi di recupero modificati a seconda delle esigenze funzionali ed estetiche: i supporti delle pedane, il parafango anteriore (realizzato con un lamierino di rame battuto a mano), il telaietto porta faro, la piastra della strumentazione, il porta targa, l’airbox. Degne di nota sono anche le fasce di cuoio delle manopole, che sono prese a prestito dalle racchette di tennis dell’epoca. Il serbatoio è quello di una Ducati Sport Classic GT modificato, codino Ducati SS 750 anch’esso modificato, sella artigianale costruita ex novo, semimanubri in ergal, clip on ramati galvanicamente. Accessori aftermarket serbatoi freno e frizione Rizoma. Filetti in foglia di rame e verniciatura nero pastello.
L’obbiettivo di Marco era stato quello di creare una “limited edition” e a giudicare dai risultati ottenuti non possiamo dir altro che chapeau!

ON THE ROAD

La “Novecentosedici Follia” è una piuma in marcia: grande erogazione, coppia e punte di velocità massime raggiungibili in un nano secondo,roba da ritiro della patente. È una moto che non teme rivali sia sullo stretto che sul lungo. Permette cambiamenti del corpo fulminei. I freni sono potenti e progressivi, e consentono staccate al limite. La potenza del motore è anche troppa: in uscita di curva se non si dosa bene il gas si rischiano scodate da paura con l’alleggerimento dell’avantreno. Non è difficile sentire la ruota anteriore che punta il cielo e poi essere obbligati a buttare rapidamente il corpo in avanti per stare giù e digerire un’overdose di adrenalina.

Con i suoi 15 kg in meno risulta abbastanza maneggevole e scende in piega con facilità. I consumi sono accettabili, a patto che non si tenga il gas spalancato. La posizione di guida è ottimale e ben equilibrata, permette sempre un costante controllo del mezzo. Il caratteristico scampanellio dei dischi della frizione a secco fa capire anche al più distratto dei motociclisti che si ha a che fare con una Ducati. Il cambio ha una precisione svizzera, la corsa della leva è molto contenuta e la caduta di giri dalla terza marcia in su è limitata in 600 giri/m. Il motore prende bene fin dai 3.000 giri, e la spinta decisa tipica di un calcio nel culo si sente dai 4.000 – 5.000 giri fino ai 7.000 – 8.000, con la coppia erogata in maniera estremamente piatta.

La “Novecentosedici Follia” è una motocicletta di razza con il fascino elegante di una moto vintage delle campagne dello Hampshire.