Diamond Atelier: breaking the status quo

suzuki cafe racecr dr650

Testo  Francesco Bucci  /   Foto  Philipp Wulk

È una bella serata estiva quando Tom Konecny e Pablo Steigleder montano in sella alle loro moto e si lanciano per le strade vuote di Monaco di Baviera. La meta è sempre quella: il cafè punto di riferimento dei motociclisti locali, dove poter parlare, confrontarsi e condividere con gli altri la propria passione. Tutti ne abbiamo uno. Fuori dal cafè le solite moto, dentro il cafè le solite chiacchiere. Si parla di stili di vita, di individualismo e originalità, del ricercare la propria strada in sella ad una moto o nel lavoro in officina. Ma quello che Tom e Pablo vedono nel panorama custom locale sono sempre gli stessi gadget, gli stessi accessori comprati online e frettolosamente montati, una serie di moto stereotipate che faticheremmo a definire cafe racer.

Tom e Pablo sono giovani ma hanno ben chiara qual è la loro strada: è il luglio del 2013 e nasce Diamond Atelier.

dr 650 suzuki caferacer

– What it needed was fresh ideas, unique style and never before seen creations –

I due amici saranno giovani e ambiziosi ma di certo non avventati: sanno che nonostante la loro esperienza pratica mancano loro molte basi teoriche per svolgere al meglio il loro lavoro, non vogliono semplicemente fondare “un’altra” officina. Tom e Pablo quindi si iscrivono all’Università, studiano Economia e Ingegneria Meccanica applicata al settore automobilistico, e il Diamond Atelier finalmente parte. In poco tempo sfornano una serie di modelli che gli valgono una certa notorietà, in particolare grazie ad i lavori di customizzazione su BMW.
Il focus principale dei loro lavori è senza dubbio la ricerca estetica: lo studio di proporzioni perfette e una scelta radicale in merito agli assetti in grado di mutare alla radice la natura della moto di serie e creare qualcosa d’altro. Una Special. Ogni singolo progetto ha alla base degli studi di design che spesso si ispirano allo sviluppo metropolitano.

La loro ultima creazione riflette in pieno l’approccio anticonformista del duo bavarese: osservata la recente tendenza del trasformare storiche road bike in motocross coniando l’appellativo “scrambler”, Diamond Atelier fa a modo suo, prende una moderna dirt bike e procede a ritroso per farne una vera cafe racer.

La DA#5 ha come base un Suzuki DR650 del ’90 e anche questo non è un caso: a detta dei ragazzi dell’Atelier è “la moto più lontana dagli ideali estetici” che loro intendono perseguire, e proprio per questo rappresenta una sfida ancora più interessante!

Il potente monocilindro di serie viene mantenuto al suo posto mentre tutto intorno ad esso muta: il telaio fabbricato da zero, posteriore e sospensioni full custom mentre grosse modifiche interessano anche l’anteriore che adesso monta una forcella tele da 41mm. Elemento indispensabile di ogni cafe racer che si rispetti è l’approccio alla guida aggressivo: a circondare il serbatoio anni ’70 arrivano quindi i semimanubri ABM, vengono arretrate le pedane e realizzato un nuovo codino e una maschera frontale hand-made. Il lavoro di customing è profondo ed interessa ovviamente anche il comparto ruote con i nuovi cerchi a raggi e gli pneumatici Metzeler Racetec RR da pista.
La DA#5 adesso è pronta a tagliare il traffico e ad affrontare i tornanti della Germania meridionale.

lato da5 diamond cafe racer