BMW R90S Cafe Racer: asimmetrico è bello

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Testo  Francesco Bucci  /  Foto  Patrick Douki

Provocazione: il custom builder francese Sébastien Beaupère sembra averci preso gusto ed alla sua seconda prova sfoggia una BMW che è tutto fuorché ordinaria. La boxerona tedesca reinterpretata in questo modo potrà non piacere a tutti ma di certo non possiamo negare lo spirito trasgressivo che ha guidato la mano di Beaupère nella realizzazione di una moto che di certo incarna lo spirito cafe racer.

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Una R90S nel corpo di una R50

Il motore è di una BMW R90S da 900 cc del 1970 ma il telaio utilizzato è quello di una R50 degli anni cinquanta/sessanta. Le uniche modifiche di rilievo a questo impianto sono la forcella springer della W&W e il sellino custom made: la posizione così rialzata della sella è uno degli aspetti che ci ha colpito di più in quanto favorisce una postura di guida ancora più “incazzata”.
Una grossa parte di quello che vediamo oggi di questa special lo dobbiamo a quel gran pezzo di serbatoio che monta lì davanti: ospita 32 litri ed è stato realizzato artigianalmente dal tedesco Karl Heinrich, specializzato nella preparazione di serbatoi per moto da touring prodotte tra gli anni ’60 e ’80. La tonalità nera dominante fa risaltare ancor meglio le bande rosse sul serbatoio, richiamate solo dai cavi delle candele sui due lati che lasciano anteriore e posteriore “puliti” e ordinati.

Asimmetria: il valore aggiunto in una cafe racer?

Le tonalità black sono mantenute anche per le ruote con cerchioni a raggi e pneumatici tozzi Avon MK2: per quanto riguarda il comparto freni abbiamo un tamburo dietro e disco per l’anteriore. Altro particolare, diretto retaggio della R50, sono le sospensioni posteriori perpendicolari ad altezza mozzo, una soluzione inusuale al giorno d’oggi che però contribuisce al fascino vintage di questa special. Belli ancora gli scarichi che corrono diritti lungo tutta la fiancata come due missili. Ma la chicca finale, che farà storcere il naso a molti, è il faro sistemato in posizione ribassata, sul lato sinistro del telaio. L’asimmetria che ne scaturisce, contraltare dell’estrema compattezza di tutto il resto della preparazione, è uno dei motivi per cui ricorderemo il lavoro di Sébastien Beaupère. Certo: quando scendiamo in piega da quel lato le cose si fanno difficili, è tutto decisamente poco pratico ed efficiente, ma in fondo… cosa cerchiamo in una cafe racer? La facilità?

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