BMW R65 ’83: in sella come Mad Max

I ragazzi di Delux Motorcycles, siciliani DOC, si sono ispirati al celebre film post-apocalittico per realizzare una special essenziale che con poco o niente… fa molto!

a cura di Francesco Bucci

Selvaggia ed essenziale, questa special, che prende vita nella campagna palermitana e il nome dal celebre blockbuster che fino a pochi mesi fa impressionava per effetti speciali ed esplosioni al cinema. Mad Max, ambientato in un deserto arido post-apocalittico… non così diverso dalle zone più brulle della bella Sicilia. Terra ricca di mistero e fascino, di passione e voglia di avventura, di vibrazioni trasmesse alla grande da questa bella BMW R65 ’83.

A forgiarla i ragazzi di Delux Motorcycle, Gabriele e Massimo: l’uno impegnato con una rete tv locale, l’altro con un ristorante di cucina tipica… ogni scusa è buona però per scappare in garage e mettere le mani sulla loro più autentica passione, quella che li porta a creare su commissione moto dal dna decisamente Speciale.

Moto di… SETTIMA mano

A noi le moto piacciono vissute ed evidentemente non siamo soli: ben 6 i motociclisti che hanno messo le mani su questa R65 prima che finisse sotto i ferri di Massimo e Gabriele. I soli 45 km che segnala il tachimetro non rendono testimonianza alle condizioni in cui i due l’hanno recuperata – L’abbiamo trovata in un vecchio fienile, coperta di polvere e ruggine. Il proprietario era un contadino e dal particolare tipo di pneumatici che montava è evidente che utilizzava la moto per pascolare il bestiame o comunque per viaggiare su terreni sconnessi. – Inutile dire che quella che vi trovate di fronto è una moto modificata fino al midollo.

Rifatta da zero

L’idea alla base è proprio quella di tutti i veicoli di Mad Max: costruire pezzi e modificare la moto utilizzando tutto quello su cui si riesce a mettere le mani, poco importa se l’effetto è straniante come con il serbatoio realizzato a partire da una tubatura di 60cm di lunghezza e 10mm di spessore. O con il tappo o l’indicatore del carburante, presi in prestito da una conduttura del gas.

Si è cercato allo stesso tempo di realizzare un mezzo agile e veloce, riducendo il peso e rendendo la moto quasi una “bicicletta”: compatta, snella, facile da guidare e soprattutto semplice da smontare e modificare. A fronte di un telaio e di un motore rimasti pressoché originali, l’officina ha migliorato gli ammortizzatori ed introdotto il faro di una Jeep anni Novanta dipinto in nero e con vetro giallo. Tutte le parti in metallo sono ovviamente lasciate al naturale per contribuire all’effetto “ruvido” dell’intera build.

Sella vintage ed essenzialità

La sella è stata realizzata da Bernardi, uno che di selle vintage e moto speciali se ne intende: il risultato, anche in marcia, è ben più comodo di quanto si possa immaginare con un primo sguardo. Come supporto è stato utilizzato un pezzo di un piede di porco rimediato chissà dove… di certo non c’è rischio che si pieghi per il troppo peso! Rimossa la strumentistica, ogni cavo è stato nascosto all’interno del telaio per non lasciar nulla scoperto alla vista, ad eccezione della scatola della batteria fissata al retro del motore. Il manubrio utilizzato è di una Kawasaki Motocross dell’85 e il silenziatore è stato realizzato a mano con i pezzi di una vecchia Fiat.

Che altro dire: noi un giro sulla creatura di Delux Motorcycles ce lo faremmo davvero volentieri… voi?

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