MACHINE LIGHTS: TRA TECNOLOGIA E TRADIZIONE

lampada vintage buchwald

Testo  Francesco Bucci   /   Foto  Frank Buchwald Machine Lights

Non di sole moto (ahimè) vive l’uomo e come ben sapete a Special Cafe piace offrirvi periodicamente sguardi e spunti su alcune delle più interessanti produzioni artistiche contemporanee, con un occhio di riguardo a tutto ciò che richiama un certo tipo di retro-design e di uso di materiali a noi caro.
La storia di oggi parla di luce e parla di metallo e il suo protagonista si chiama Frank Buchwald.

Frank costruisce lampade… o forse qualcosa di più. Plasma delle sculture di acciaio e luce dotate di una propria natura, sculture che lui stesso ha definito “machine lights”. Oggetti d’arte, splendidi elementi d’arredamento per interni, manufatti misteriosi ispirati ad un’estetica post-industriale: la luce per Frank non è solo “illuminazione” ma molto di più.

lampada elettrica vintage

In seguito agli studi da designer presso l’Università delle Arti di Berlino ed alcune esperienze da pittore ed illustratore Frank Buchwald nel 1993 decide di dedicarsi a tempo pieno alla creazione delle sue machine lights. Collabora con diversi architetti ed arredatori nella realizzazione di impianti di illuminazione totalmente customizzati per uffici e case, dotati di stile e personalità, poi negli ultimi anni si dedica maggiormente alla produzione artistica.

– L’idea delle machine lights si è sviluppata lungo vari anni in cui ho avuto modo di osservare la natura della tecnologia moderna, in particolar modo i manufatti meccanici dell’era industriale –

lampada vintage

– A common mistake of our time is the belief that machines are solely products and artifacts of human planning, design, and manufacture. –

estratto dalla conversazione col filosofo Gerhard Schwarz

Quando l’arte incontra la tecnologia nasce qualcosa di magico che difficilmente riusciamo a spiegare. Per Frank non si tratta di ispirazione mistica ma di un quotidiano lavoro di ricerca, un processo di riscoperta del significato di cui ogni macchina è portavoce. La consapevolezza di un mondo nascosto che l’uomo/artista può appena percepire e che solo le machine lights sono in grado di far emergere nella sue perfezione.
Il workshop di Frank Buchwald si trova in uno dei tipici grandi cortili della Berlino industriale post 1871: accanto al suo studio lavorano falegnami, intagliatori e vetrai, professionisti di cui spesso Frank si avvale per sperimentare nuove commistioni. Il lavoro sulle machine lights mescola le moderne tecnologie del taglio laser con gli antichi metodi di lavorazione del metallo, in un mix in cui risiede, forse, il segreto della sua stessa originalità.