Thomas Walk: lo sguardo di Deus

Testo Nicoletta Rolla                                 Foto Thomas Walk

Ancora una volta è l’Australia a regalarci scatti meravigliosi, lui è un giovanissimo talento. Le sue fotografie hanno catturato l’attenzione degli “esperti” e di tutto il web. Spazia nella scelta dei soggetti ma ha un debole per le moto. E’ lo sguardo di Deus ex Machina e si racconta così.

Thomas presentati ai nostri lettori…

Ho ventitré anni, nato in Francia, fotografo professionista, da tredici anni vivo in Australia, a Sydney.

Quando e come hai iniziato con la fotografia?

Ho iniziato ad interessarmi alla fotografia fin da piccolo, mia madre era una giornalista cinematografica, quindi sono cresciuto circondato dalle pellicole ed essendo figlio unico passavo la maggior parte del tempo guardando film. E così naturalmente pensavo che da grande avrei fatto il regista ma non avendo una telecamera non potei fare subito pratica. Mi regalarono invece una macchina fotografica, una Canon 35mm. Avevo nove anni e feci le foto durante il mio compleanno. Così, da quel momento, iniziai a documentare il mio mondo attraverso la macchina fotografica. Mi resi conto che la fotografia era diventata una vera e propria passione soltanto intorno ai sedici anni quando riuscii ad avere tra le mani la mia prima digitale. Inizia a scattare e scattare e fare qualche lavoretto poi, una volta finito il liceo, divenne un lavoro vero e proprio.

Da che cosa trai ispirazione?

Suonerà come un cliché ma, da niente! Qualche volta dalla musica o dall’arte. Qualche volta dal quotidiano. Essere un fotografo significa trasformare costantemente i pensieri in immagini. Per cui da niente se non dai miei pensieri, in maniera del tutto spontanea.

Guardando le tue fotografie sento di poterle descrivere come “nitide”, “pulite”, “autentiche”, non risultano troppo modificate ed elaborate attraverso “effetti speciali”, arrivano dirette al punto, è così?

Sono fermamente convinto che la fotografia sia una forma di comunicazione pura, non fraintendermi, modifico le mie foto ma cerco di non alterarle. La fotografia rappresenta il mio modo di comunicare, voglio ispirare le persone che guardano le mie immagini. Più queste sono reali e meglio è. Se fossero finte la gente se ne accorgerebbe e non avrebbero lo stesso effetto.

Sei un motociclista? Qual è il tuo rapporto con le moto? Solo professionale?

Si attualmente guido una BMW R65 l’ho sistemata con mio padre. Il mio rapporto con le moto è iniziato in maniera travolgente, ho preso la patente e dopo poco ho cominciato a lavorare per Deus Ex Machina, e così mi sono ritrovato circondato dalle moto e credo che ci resterò in mezzo ancora per un po’!

Allora parlaci del tuo lavoro per Deus Ex Machina.

Ho iniziato appunto qualche anno fa. Come io sia diventato il loro fotografo è una storia lunga ma sono molto orgoglioso di esserlo. E’ un brand unico che rappresenta molte cose fighe. Seguo passo passo il loro percorso e immortalo ciò che succede lungo il viaggio.

A che cosa stai lavorando?

Beh con Deus sono piuttosto impegnato, lavorare con loro è già un progetto di per sé. C’è sempre qualcosa di nuovo e di stimolante, quindi ora il mio lavoro è concentrato su Deus Ex Machina.

E nel futuro?

Prenderò tutto ciò che si presenterà davanti a me e con cui vorrò avere a che fare.

Dove troviamo le informazioni sul tuo lavoro?

Su thomaswalkphotography.com e sulla mia pagina Instagram @thomaswalk

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