WHITE PHANTOM: GENESI DI UN CAPOLAVORO

Dirk Ohelerking conferma il suo talento in garage e la passione per i boxer bavaresi reinventando una R80 RT del 1986 in un proiettile da asfalto.

Testo Luca Sabatini                                    Foto Onno Wieringa

Stupire è la specialità di casa per la Kingston Custom di Gelsenkirchen, cittadina della Renania tedesca resa celebre dai fasti della squadra calcistica locale, lo Schalke 04. Da un decennio Dirk concentra ogni sforzo in progetti che lo hanno giustamente eletto tra i migliori customizer del mondo. La White Phantom però, per sua stessa ammissione, rappresenta un ulteriore passo avanti nella storia della sua officina. «Dopo il successo della R75/6 bobber e della R100/7 cafe racer volevo creare qualcosa di ancora più sinuoso e accattivante e portare le linee snelle e leggere delle mie moto ad un nuovo livello».

Il risultato è sotto gli occhi anche dell’osservatore più distratto. La White Phantom infatti calamita ogni sguardo verso di se grazie alla sua unicità e all’eleganza delle sue linee. Un lavoro non facile, soprattutto se si considera la base di partenza: una BMW R80 RT del 1986, non certo la moto più affascinante disegnata dalla casa bavarese. Il primo passo per Dirk è stato prendere carta e matita e iniziare a disegnare un profilo totalmente diverso per la sua moto, creando stencil di cartone e affiancandoli al telaio originale.

«Dopo svariati tentativi è venuta fuori finalmente un’idea efficace e realizzabile» ha confessato il customizzatore tedesco. Il telaio, seppur praticamente invisibile a moto completata, è stato tagliato in ogni sua parte non essenziale e adattato per ospitare i pannelli laterali e la scocca centrale, che rende la moto sinuosissima. Sotto la sella Dirk ha alloggiato il serbatoio, mentre gli strumenti di controllo formano una console installata in corrispondenza della canna centrale. Dalle cover laterali escono le inconfondibili “teste” del motore da 798 cc e un terminale di scarico pronto a buttare fuori fiamme, a pochi centimetri dal ginocchio del pilota, quasi a ribadire che dietro tanta eleganza c’è una potenza rara da gestire.

Anche il motore ha infatti subito un restyling, nella migliore tradizione di Kingston Custom. L’installazione di un nuovo turbo, un doppio sistema di raffreddamento e gli scarichi diretti hanno raddoppiato la potenza della moto, portandola dai 50 cavalli originali a quasi 100.

La forcella anteriore è la firma da artista che Dirk appone ad ogni sua opera. Anche per la White Phantom infatti è stato creato un “Telespringer” formato da componenti originali mixati a parti di una Honda XL 500S, e pezzi creati appositamente che ne impreziosisce ulteriormente il look rendendola anche più funzionale.

L’abbinamento tra pneumatici da pista e freni a tamburo richiama alla mente il rischio e l’adrenalina che traspariva dagli sguardi dei piloti della prima metà del ‘900, così come i particolari in ottone. Il tocco finale, ma non meno importante, è stata la scelta del colore: il bianco perla che avvolge questo esemplare “da sparo” ne esalta i dettagli e le linee, rendendola una moto fuori da ogni possibile catalogazione e senza età.

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