THE ALPINIST, LA SECONDA GIOVINEZZA DI UN VECCHIO GUZZI

Tra le colline austriache sfreccia un sidecar davvero speciale, che grazie ai ragazzi di National Custom Tech vive la sua nuova vita.

Testo Luca Sabatini Foto Peter Pegam

Ricorda un Gee Bee, l’aerovelivolo da gara che nella metà degli anni ’30 si conquistò l’epiteto di “più veloce e più pericoloso del mondo”, appena uscito da un hangar e pronto a fendere l’aria tra acrobazie e record di velocità, invece The Alpinist prende forma nel garage di David Widmann, Kurt Kosjek e Manuel Tilke, tra le verdi praterie della Carinzia.

La Guzzi 850 T3 è arrivata al quartier generale di NCT già ‘toccato’ da un altro customizzatore che una decina d’anni prima apportò qualche modifica al telaio e al motore. Ma i tre austriaci non si sono lasciati influenzare dalle modifiche precedenti e hanno deciso di rivoluzionare completamente le linee del sidecar.

Le sapienti mani del trio sono andate prima sul motore, arrivato nero e tornato a splendere nelle sue cromature originali, e ringiovanito grazie a un kit di stack che ha sostituito il filtro aria. Gli scarichi originali sono stati rimessi a nuovo mentre la forcella anteriore e il parafango posteriore, costruiti artigianalmente dal precedente preparatore, sono rimasti al loro posto.

Tra il telaio, il serbatoio e la sella, grazie a un lavoro minuzioso di mimetizzazione di Kurt, hanno trovato posto l’intero cablaggio, una nuova batteria e un’unità di controllo Motogadget M-Unit 2. Le modifiche alla moto sono proseguite con il restauro della sella, la costruzione di supporti artigianali per il faro anteriore e la sostituzione di frecce, faro posteriore e tachimetro.

Il trio ha poi deciso di cimentarsi in un esercizio di stile anacronistico, ma che ha donato alla moto sicurezza e maggiore guidabilità: entrambe le forcelle sono state dotate di ammortizzatori Öhlins e i dischi Brembo hanno sostituito il vecchio impianto frenante.

Anche la carrozzella è stata protagonista di un importante restauro, che ha visto i tre ‘riempire’ più di un buco per riportare le linee alla loro armonia originale. Il sedile è tornato al suo splendore originale, accostato a un portapacchi artigianale e pensato per dare un ulteriore tocco ‘racing’ alla linea. Un parabrezza cortissimo, un ulteriore faro anteriore e una serie di cromature hanno completato il lavoro.

La scelta dei colori ha coinvolto Manuel, che non ha avuto dubbi nell’optare per un binomio classico, senza tempo, sportivo ed elegante allo stesso tempo. Il rosso occupa la parte frontale del sidecar, lasciando al bianco la scena sui fianchi e nella coda.
Un mezzo con stile da vendere, perfetto per scoprire i paradisi naturali e le mille arterie stradali che attraversano l’Austria, guardando all’orizzonte come l’ultimo eroe dei cieli.