POSEIDON, UNA BMW SERIE K COME NON L’AVETE MAI VISTA

Giovani, ma con le idee chiare. I ragazzi di 8Tech Custom con la loro Poseidon hanno dimostrato che si può partire da una base ‘di tendenza’, come la serie K di Bmw, per creare una moto veramente speciale.

a cura di Luca Sabatini

In due non raggiungono neanche i 50 anni di età, sono ingegneri meccanici freschi di laurea, vivono a Francoforte e sono cresciuti nei garage pieni di auto e moto d’epoca dei rispettivi genitori.

Tra vecchie selle e parafanghi da restaurare Colin e Merlin hanno forgiato la loro passione per i motori che li ha portati al sodalizio di 8Tech Racing, un nome che si sta facendo velocemente strada nel panorama affollato dei customizzatori tedeschi grazie al loro estro e alla loro voglia di uscire dagli schemi.

Poseidon nasce da una Bmw K1100RS, che i due si sono regalati per il Natale del 2016, acquistandola via Ebay.

Una versione del 1994, arrivata in garage col suo colore originale, blu elettrico. Una moto veramente brutta” ha confessato Colin. Ma dietro l’imponente carena e il faro squadrato del loro nuovo acquisto i due amici hanno visto il potenziale del loro progetto.

Volevamo testare noi stessi, scoprendo quanto riuscissimo a rendere sportiva e divertente da guidare una serie K

l risultato è visibile a tutti, ma è costato fatica, impegno e un sacco di ore in garage per entrambi. La forcella anteriore originale è stata sostituita da una Wilbers per Suzuki Gsr-x1000 modificata, sempre Wilbers è il mono-shock da competizione, che ha sostituito quello della casa tedesca.

L’impianto frenante è stato potenziato con dischi da 320mm, e per riuscire nell’impresa una Triumph ha donato il suo cerchio anteriore al progetto. Strumenti elettronici e cablaggio sono stati completamente sostituiti, l’airbox creato artigianalmente in acciaio inossidabile per ospitare i filtri K&N, così come parte dell’impianto di scarico che finisce in un terminale SC Project in titanio.

Il vero tocco di classe è rappresentato dall’abbinamento codinosella, che i due giovani hanno plasmato dal nulla usando vetroresina rinforzata ed Alcantara.

La verniciatura ha ispirato il nome della moto. La base dark blue, spezzata dalle due strisce che corrono lungo il serbatoio e la coda hanno infatti convinto Colin e Merlin a omaggiare il dio del mare.

Guardandola nei suoi colori si può avvertire calma e staticità, ma osservando meglio le sue linee ci si nota potenza e aggressività, proprio come per il mare” hanno spiegato i due.

E se si considera che dei 290 chilogrammi, col serbatoio pieno, ne rimangono solamente 213 ci si può fare un’idea di quanto questa racer unisca prestazioni, affidabilità e stile nel suo ‘mattone’ da 1092 cc.

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