MOTO DEL LETTORE: Yamaha XJ 750 ’84

È possibile realizzare una special in un piccolo garage di Catania, senza nemmeno elettricità. Se lo chiedete a Federico Tornabene, il nostro Lettore di oggi, vi risponderebbe senza esitare: SI!

a cura di Francesco Bucci

È uno storico, il nostro lettore di oggi, e da amante della Storia non poteva che essere un ammiratore delle motociclette d’epoca e della cultura cafe racer. Collezionista di riviste, libri e accessori vintage legati al mondo delle moto Federico Tornabene è anche il felice possessore di una Triumph Bonneville e di una Laverda 750 SF, entrambe restaurate e personalizzate.

Sebbene si dichiari cultore delle moto da corsa, specialmente inglesi e italiane degli anni ’60 e ’70, è una creatura diversa quella che sottopone alla nostra attenzione: una Yamaha XJ 750 del 1984 dimenticata per anni in un garage e riportata alla gloria dal duro lavoro del nostro appassionato motociclista catanese.

Una volta spogliata della plastica tipicamente anni ’80, Federico si è reso subito conto che una veste cafe racer non sarebbe stata la più adeguata per l’antesignana dell’attuale Fazer della casa giapponese. È bastato vederla “nuda” per capire che il suo destino sarebbe presto diventato quella di una moto da endurance anni ’70, sulle orme della mitica Laverda SFC.

Le modifiche

  • telaio accorciato per rendere la moto più armoniosa ed ospitare la seduta monoposto (o monoposto e 1/2)
  • l’ingombrante strumentazione originale è stata sostituita con un contakm Smith con lancetta antioraria
  • Supporto della semicarena modificato per ospitare la nuova semicarena in vetroresina (Europlast Succi), replica della Laverda SFC, accoppiata con codone in vetroresina e parafango anteriore (da una Yamaha TZ da competizione)
  • Tutte le parti in vetroresina e il serbatoio sono stati modificati per adattarsi alle nuove misure della moto: in special modo la semicarena per via dei nuovi semimanubri da corsa d’epoca (Menani Racing) e della forcella accorciata
  • fanale anteriore aftermarket con copertura dei cavi tramite cuffia in pelle handmade, la stessa pelle del sellino monoposto realizzato a mano da un artigiano con imbottitura memory
  • Codone completato con il portatarga e il fanalino proveniente da una BSA
  • Il motore è stato revisionato, i carburatori ripuliti e regolati dopo la sostituzione della cassa filtro con i cornetti
  • Batteria spostata sotto il codone per alleggerire (anche visivamente) la parte centrale della moto
  • Lo scarico è custom, eseguito dall’artigiano catanese Nidirè: un 4-in-1 con bende termiche per i collettori (un gran sound, ci confessa Federico)
  • Verniciatura di base color Pepper White (provenienza Mini) cons striscia centrale in Rosso Ral3020 (provenienza Laverda). Specchietti bar end in nero e manopole Tommaselli originali, recuperate da una moto da competizione anni ’70.

L’intera lavorazione è stata eseguita da Federico nel proprio garage, senza elettricità… il minimo che potevamo fare per celebrare la sua intramontabile passione è stato ospitarlo qui come MOTO DEL LETTORE di oggi: complimenti Federico, enjoy the Ride!

2 commenti
  1. Diego Muser
    Diego Muser dice:

    Bella è bella niente da dire..sopratutto considerata la base di partenza…decisamente quel che non si definisce uno schianto di moto…non mi fanno impazzire i cerchi ma sappiamo quanto è difficile sostituirli su moto del genere più che altro per non dover far lavori poi a spostar pinze o dischi più che trovare i cerchi a raggi in sè sicuramente più adatti allo stile del mezzo…anche perchè le dimensioni generose sui cerchi a raggi farebbero sorridere quindi sorvoliamo su questo punto…anche una diversa verniciatura l avrebbe rivalutata..resa più elegante e ammalgamato meglio nell insieme le linee della moto…e fatta sembrare ancor più 70…ma le Yamaha da corsa erano bianche quindi sorvoliamo anche su questo punto(ma almeno decal oro avrebbero sicuramente fatto la loro bella figura…ok fai sempre in tempo a mettere almeno il diapason dorato…a me i serbatoi all color non han mai fatto impazzire a meno che uno non voglia far capire la base di partenza di una special…) ad un cultore di endurance appassionato e informato collezionista di riviste del settore che si definisce tale però permettetemi di fare un appunto…la moto monta strumento Smiths antiorario…quindi una chicchetta da appassionato competente..ma anti orario???è decisamente più da ante e immediato dopoguerra fino ai 60 che anni 70 come vuol far credere di essere questa moto…anche l adesivo Tag denota cultura in tal senso e poi ci mette degli specchietti osceni tipo questi????Lo trovo uno scivolone mostruoso…specchietti bar end cromati e squadrati si trovano a pochi euro…hai fatto 30 fai 31 per òl amor del cielo…sono inguardabili…giusto su una Ducati Monster modificata possono stare questi…ma non su questa moto….nel complesso bella realizzazione..manca pochissimo per essere perfetta(decal e specchi…)forse nuda senza carena troppo riconducibile a replica sfc (ho preso diverse realizzazioni di Europlast lavorano bene)sarebbe ancora più bella…comunque complimenti.

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