Moto Lady Project

Cosa succede quando due ragazze americane hanno per le mani una MV Agusta e sposano una causa benefica? Ve lo raccontiamo in questo articolo!

a cura di Alessandro Ferraro

Le moto sono per gli uomini. Le ragazze? Piacevoli zavorrine!” Quanti di voi ancora si riconoscono in questo antiquato, seppur diffuso, modo di pensare? Eppure il mondo delle due ruote sembra aver già sdoganato questo mito: riviste di settore, eventi cittadini, blog e quant’altro ci hanno mostrato a più riprese che donne e motori non se la passano poi così male insieme! La Special che vi raccontiamo infatti non ne è solo l’ennesima conferma, ma ribalta quasi l’intero paradigma. E sì perché qui le moto non solo si guidano, ma si costruiscono!

Le ragazze in questione sono Sofi Tsingos e Alicia Elfving, fondatrici rispettivamente di GT-Moto e MotoLady. Per farvi un’idea di chi siano e della loro passione basta aprire Instagram o Facebook e scorrere tra le migliaia di foto presenti. I numeri parlano da soli: una combinazione con più di 450 mila followers. Niente male.

Una chiacchierata tra amiche

Il tutto nasce, come spesso accade, da una semplice chiacchierata tra amiche, e da un’idea: “Non sarebbe bello costruire insieme una moto per una nobile causa?” Detto fatto! Una volta scelto l’ente benefico, l’ospedale per bambini St Jude’s, occorreva scegliere la moto, possibilmente moderna e con un motore che non conoscesse mezze misure. La ricerca ha condotto ad una Brutale 800: “L’ho provata in pista” racconta Alicia “e va che è un sogno!”. Dopo quasi un anno di tagliare, saldare, verniciare e ricominciare, nasce questo gioiellino.

La moto conserva l’assetto di base della casa madre: telaio, scarichi, sospensioni, freni ed elettronica. Tutto ciò, per quanto possa fare storcere il naso al lettore, ha ovviamente il suo perché: “Si tratta di un progetto benefico!” spiegano. “Il gioco è tenuto in piedi soprattutto dagli sponsor privati: più soldi investiamo materialmente nel progetto meno soldi verranno destinati all’ospedale. Conservando inoltre parte delle componenti originali, chi se la aggiudicherà avrà modo di modificare a suo piacimento ciò che più desidera senza sbattere la testa in una customizzazione “troppo custom””.

Via la plastica!

Le modifiche riguardano dunque più da vicino la parte estetica: via la plastica, avanti con l’alluminio. Il serbatoio è completamente assemblato a mano: le nuove linee, volutamente marcate, si sposano sì col carattere moderno di una Agusta, ma riescono anche a conferire quel piglio audace e aggressivo dando nuova personalità al mezzo. Stessa sorte per il codino, i fianchetti e la mascherina anteriore su cui è implementato un nuovo faro a led JW Speaker. Dettagli, ben calibrati, anche nelle impunture a contrasto della sella. Il resto, neanche a dirlo, lo fanno gli splendidi Continental TKC80, con quel tassello che grida la sua voglia di sterrato! Completano l’allestimento il tappo da serbatoio Vortex preso da una Ducati 748, manopole e specchietti Rizoma.

Il contrasto cromatico tra il bianco perlaceo ed il nero satinato, spezzato dalle sezioni di alluminio grezzo e dai riflessi ramati dei collettori, è la firma silente di questa Special che tanto ci ha colpito: garbo e spregiudicatezza non sono mai andati così a braccetto.

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