IO SONO LEGGENDA

La fun-bike per antonomasia torna a far parlare di sé a quasi 60 anni dall’esordio

Testo Piero Ricci Foto Roberto Brodolini

Come nasce un mito? Spesso per caso, a volte per errore. Sicuramente mai di proposito, perché la grandezza, specialmente quando si parla di 2 e 4 ruote, è una medaglia che solo il tempo può appuntare. E Honda Monkey ha tutti i gradi dell’icona bene in vista, guadagnati sul campo in 57 anni di onorata carriera. Di pensione non ne vuol sentir parlare, e per questo è tornata più potente, con un monocilindrico da un ottavo di litro, e tanta tecnologia. Prima di parlare del presente però è giusto, sacrosanto in questo caso, guardare indietro per scoprire come Honda Monkey sia salita nell’Olimpo dei mezzi senza tempo. Nonostante il suo successo sia letteralmente esploso negli anni ‘70, Honda Monkey è nata nel 1961, come moto giocattolo ad uso dei clienti di un parco giochi nipponico, il Tama Tech. Proprio tra i viali dell’area divertimenti la “Scimmia” a iniziato a riscuotere i primi consensi, tanto da convincere Soichiro Honda, fondatore della casa dell’ala di Tokyo, a produrne una versione stradale nel 1963.

Col suo debutto entrarono in gioco standard allora mai visti nel mercato motociclistico: la Honda Monkey era infatti la prima moto “portatile”, grazie al manubrio pieghevole e alle ruote da 5” fissate su un telaio rigido. La linea da moto “in miniatura” con tanto di serbatoio cromato la resero subito una mascotte in Europa e negli Stati Uniti, dove venne inizialmente esportata, e l’estrema facilità di guida la rese protagonista di una rivoluzione in cui impiegati e casalinghe, signori di mezza età e ragazzini, scelsero la Monkey per affrontare i tragitti di tutti i giorni. Una storia che basterebbe a giustificarne il clamore che ancora oggi suscita, ma di cui in realtà finora abbiamo raccontano solo una piccola parte.

Il successo con la S maiuscola, soprattutto fuori i confini nazionali la Scimmia di Honda lo ottiene attraverso un paio di sostanziali modifiche all’estetica e all ciclistica: tra il 1969 e il 1970 viene aumentata la dimensione dei cerchi, da 5” a 8”, e viene inserita una forcella a sgancio rapido, che permetteva di riporla nel bagagliaio di un’utilitaria, e nel 1978 entra in gioco il serbatoio a goccia, che fa impazzire gli americani! Milioni di persone ne acquistano una, per divertirsi una volta scesi dalla loro moto “vera” o per affrontare al meglio il traffico cittadino.

Così come fece la Fiat 500 da noi qualche lustro prima, la Monkey diede una risposta completa e globale a un’esigenza diversa di mobilità, e avvicinò al motociclismo una quantità e un target di pubblico senza precedenti. Tra i tanti che portarono a casa una Monkey sul finire dei gloriosi anni ‘60 anche un’icona come John Lennon. Il frontman dei Beatles era solito scarrozzare solo o in compagnia della figlia nella sua grande tenuta di Tittenhurst Park, ad Ascot, nel Berkshire.