Honda Interceptor: una cafe racer tra cromo e pelle

C’è una moto che ci ha colpito in particolare all’ultimo Mama Tried Motorcycle Show: è l’ultima creatura di Craig Rodsmith che ha deciso di ridare lustro ad un classico degli anni ’80. Mischiando cromature e pelle vermiglia.

Testo  Francesco Bucci  /   Foto  Craig Rodsmith – Rodsmith Motorcycles

Di tutte le meraviglie esposte al Mama Tried Motorcycle Show è davvero difficile sceglierne una di cui parlare nel dettaglio. Questa volta vogliamo “vincere facile” perché si tratta dell’ultima fatica del talentuoso Craig Rodsmith, di cui già vi parlavamo nel numero 27 di Special Cafe: quello che più ammiriamo nel lavoro di Craig è la capacità di costruire moto dal deciso sapore classico senza mai rinunciare a quel pizzico di pensiero “out of the box” che rende unico ogni suo pezzo.

Questa volta lo vediamo al lavoro su un classico degli anni Ottanta: un’Honda VF500F Interceptor dell’84.
Farne qualcosa di “speciale” non era facile ma Craig non è tipo da sottrarsi ad una sfida. Guardate cos’ha combinato.

La moto gli arriva da un amico, un altro preparatore, che non aveva voglia di stare a combattere con un ferro così difficile da customizzare. Craig si rimbocca le maniche e realizza personalmente la quasi totalità del lavoro: meccanica, fabbricazione, verniciatura, con l’unica eccezione della sella (by JB Seats).

Il primo passo, trattandosi di un V4, è stato modificare la posizione del filtro dell’aria per farlo passare attraverso lo stesso serbatoio: un’operazione non facile ma che ha ripagato decisamente lo sforzo. La “fortuna” è che occupandosi di persona anche della lavorazione del metallo Craig non ha bisogno di affidarsi a progettazione e disegni ma può affidarsi ad un’idea, un progetto mentale, e poi procedere risolvendo i problemi di volta in volta (come per il retro del telaio, accorciato).

 

Come fare a togliere quel sapore stantio degli anni ’80? Craig ha le idee chiare: per prima cosa eliminiamo il faro quadrato, poi tutti i pezzi in plastica, infine riequilibriamo le proporzioni tra le ruote. Arrivano così le forcelle di un CBR F2 con cerchioni da 17″ per migliorare ulteriormente la maneggevolezza di una moto già abbastanza facile da guidare. Tutte le modifiche apportate sono realizzate con metodi e attrezzi tradizionali, rigorosamente a mano e col sudore della fronte!

A cominciare dagli intarsi di pelle rossa nel parafango anteriore, nel serbatoio e nel codino: un lavoro di sicuro colpo d’occhio che affianca contrasto cromatico e materiali diversi. Craig costruisce anche il faro circolare con contagiri incorporato, ma la parte che gli da più soddisfazione sono il puntale e lo scarico con silenziatore Yoshimura. Su quest’ultimo, già presente sull’Interceptor, Craig ha dovuto lavorare non poco per renderlo splendente e in armonia con il resto della build.

Ma il risultato finale non ammette repliche.

 

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