EICMA 2015: le protagoniste italiane

Testo Francesco Bucci / Foto Alice Franchi

E’ da poche ore aperta al pubblico la 73° edizione dell’Esposizione Mondiale del Motociclismo, quattro giorni in cui non si dorme e il mondo delle due ruote fissa il suo sguardo sull’Italia alla ricerca delle migliori novità nel campo della meccanica e del design. Gli oltre 600.000 visitatori attesi già decretano il successo della manifestazione, ma non è solo questo a rendere speciale quest’evento nel nostro cuore. Saremo diventati degli inguaribili romantici ma vedere il fiorire di proposte, spunti e veri e propri omaggi verso il mondo cafe racer non può che farci un gran piacere. Ad essere testimoni ed interpreti di questa tendenza non sono solo i piccoli marchi e le fedelissime officine a cui siamo abituati, ma svariate major cercano di intercettare questo nuovo gusto, questo nuovo (o forse vecchio?) modo di intendere la moto.

Noi di Special Cafe non potevamo farci scappare l’occasione e siamo andati alla Fiera di Milano a curiosare per conto vostro sulle novità più interessanti.

Vi regaliamo il nostro sguardo.

 

Ducati Scrambler Sixty2
Ad inaugurare la nostra carrellata la nuova scrambler di casa Ducati che ripensa la sua best seller 2015 rendendola ancora più accessibile ed economica senza però sacrificare la qualità e lo stile. Serbatoio e forcellone diventano in acciaio ma i gruppi ottici restano a LED e i cerchi in lega a razze incrociate. Anteriore e posteriore restano pressochè invariati con l’unico cambiamento nella gomma posteriore di minor sezione. Accattivanti molti dettagli che strizzano l’occhio all’originale anni ’70, a partire dalla strumentazione a corpo unico circolare all’effetto della chiave d’accensione nel blocchetto fino al sottosella. Il motore resta il classico bicilindrico ad L bivalvola raffreddato ad aria da 399c, naturalmente omologato Euro 4. Ottima la guidabilità e la risposta della coppia con una potenza di 41 CV a 8.750 giri.

 

 

 

Benelli Leoncino
Fra le pretendenti al trono della miglior scrambler c’è senza dubbio la nuova due ruote della casa pesarese. Dotata dei classici tozzi pneumatici e di un forcellone da 50mm di diametro, la Leoncino monta un motore da 499.6cc con doppio cilindro parallelo raffreddato a liquido. Al comparto freni doppio disco da 320mm davanti ed un unico disco da 2602mm dietro. Per quanto riguarda il faro anteriore abbiamo un bel LED mentre sul parafango campeggia il piccolo leone, simbolo della città di Pesaro. Alcune scelte di design la avvicinano molto alla concorrente di casa Ducati. Chi la spunterà?

 

 

 

Bimota Tesi3D Race Cafè
La casa riminese reinterpreta la sua sportiva più atipica secondo la filosofia cafe racer. Nonostante il nuovo look il cuore resta quello della Tesi 3D con doppio forcellone realizzato in materiale composito (lega leggera e carbonio) e sterzo indiretto. Mantenuta la possibilità di regolare avantreno e retrotreno di oltre 20 cm. Il motore? Ducati 803c, per servirvi!
Bimota Impeto
Accanto alla Race Cafè, la Bimota non ci fa mancare niente proponendoci anche una nuova hyper-naked: Impeto. I 162 CV del motore Ducati (Diavel) hanno tutto quello che di cui avete bisogno… e anche di più.

 

 

 


Magni Filo Rosso
Poco ci interessa se questa versione definitiva non è omologata per uso stradale: la Filo Rosso ha personalità da vendere. Novità per la ciclistica rispetto alla stradale? Forcella anteriore con steli da 43mm dotata di idraulica regolabile e precarico molle, nuovi ammortizzatori posteriori e impianto frenante anteriore rinnovato con doppio disco da 320mm e pinze Brembo a 4 pistoni. I dettagli retrò nel design di questo diavolo rosso ce la fanno piacere ancora di più.

 

 

 


Paton S2

Particolarmente futurista è il look della nuova semicarenata di casa Paton. Si tratta di un’evoluzione della S1, già partecipante del Tourist Trophy 2014. Rinnovati i gruppi ottici (con doppio faro sovrapposto anteriore e tondo singolo posteriore), un telaio curato “maniacalmente” e una potenza del propulsore superiore rispetto al Kawasaki di serie. Non vi basta? Andate a guardare le serigrafie sul carter motore e capirete il grande lavoro svolto dietro questo ferro.

 

 

 

CR&S Duu «Cafèdecursa»
Non può mancare all’appello l’ultima fatica della milanese «Cafe’ Racers & Superbikes». La Duu è ripensata secondo uno stile a noi molto caro, che richiama da vicino certi anni ’60: toni dark, look aggressivo, cupolino, coda e semimanubrio abbassato. Monta il bicilindrico X-Wedge da 1916cc dell’americana S&S, nota per la preparazione dei motori per le Harley-Davidson da competizione.

 

 

 

Segoni Special Kawasaki
Sulle orme del padre Giuliano, Lorenzo Segoni ci propone la sua prima creatura, una moto artigianale prodotta in piccola serie a Firenze: telaio monotrave, carrozzeria monoscocca e ovviamente motore Kawasaki (Z800) da 112,9 CV. Lo spiccato gusto retrò fa da contraltare all’impiego di moderni materiali ultraleggeri: carbonio per la carrozzeria, forcellone in alluminio, piastre e bulloneria in ergal e titanio. La Segoni non lesina nemmeno per quanto riguarda l’elettronica: centralina con tre mappature, tachimetro LCD a colori con data logger, connessione wireless e bluetooth. Una chicca ulteriore? L’intero telaio è interamente rivestito di oro 24 carati!

 

 

 

Cafè Twin
Non potevano mancare gli amici di Cafè Twin, come sempre al lavoro sulle loro amate bicilindriche inglesi. Ufficialmente si tratta di uno store online, ma per Bruno Brunetta e Daniele Bianchi è molto di più: collaborando con un’officina, una carrozzeria, ed altri artigiani di fiducia (per selle e parti originali in vetroresina e alluminio) il duo romano mette tutta la sua autentica passione nella realizzazione di special esclusive che restino nel cuore dei suoi clienti.

 

 

 


South Garage

La motor company milanese si conferma come una delle realtà italiane più originali e affascinanti. Grande è la cura dei dettagli e meraviglioso il lavoro di tailoring su moto e accessori. Le loro novità Eicma di quest’anno sono la Opera e la Kimera che potete vedere qui in tutti i loro dettagli.

 

 

 

SWM gamma 2016
Non avranno proprio uno stile cafe ma sempre molto interessante è il lavoro della SWM con la sua nuova gamma di trial. La casa di Varese è un po’ il simbolo della rinascita del motociclismo made in Italy: non più copiato e saccheggiato dalle controparti orientali, pur essendo acquistata da una company cinese mantiene management e produzione saldamente radicati in Italia.

 

 

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