Tempera e deserto – Conrad Leach

Osannato in Giappone, rinomato in Inghilterra e ammirato negli States, Conrad Leach è uno di quelli che l’ispirazione la trovano per strada, aggredendola a colpi di gas a bordo degli unici mezzi in grado di appagarlo appieno: le moto.

Testo Jeffrey Zani                           Foto Naoki Tomita

Che vadano guidate, riparate o allestite, le due ruote restano la musa principale delle sue tele, assieme alle icone più spavalde del cinema e ai protagonisti più violenti del rock. Un piccolo tour nel suo garage e una chiacchierata con il 48enne inglese rivelano l’essenza di un uomo senza compromessi che riesce a integrare perfettamente tutte le sue passioni.
«Voglio che le moto restino il mio hobby, così non mi sento in colpa per tutti i soldi che ci spendo. Fosse il mio lavoro, sarebbe un disastro». Conrad Leach parte da questa confessione per giustificare le cinque Triumph parcheggiate al piano terra della sua casa di Los Angeles, dove si è trasferito tre anni fa per dare una sterzata alla sua carriera d’artista dopo oltre dieci anni di pitture all’ombra del Big Ben. Qui parlando di cavalletti non ci si riferisce solo a quelli che reggono le tele tatuate di tempera, ma anche ai sostegni dei ferri allestiti in conformazione off-road dal 48enne inglese, amante dei deserti californiani al punto da considerarli «il miglior posto in cui guidare, sia per divertimento che per sicurezza».

Non a caso la sua situazione ideale è quella rappresentata nel poster del film-documentario On Any Sunday, con tre motociclisti ritratti di spalle mentre superano una duna imprimendo sulla sabbia le tracce tassellate dei loro pneumatici. Nel 1971, quando il film uscì nelle sale, il piccolo Conrad era già destinato a passare parecchio tempo accucciato nelle poltroncine di velluto con il naso all’insù e le mani infilate nel cestino dei pop-corn: «Se le mie opere sono grandi, è per via dei cinema, perché in mente ho il formato degli schermi delle sale da proiezione che frequentavo spesso da piccolo», racconta indicando una tela che supera i due metri di altezza. «Da grande, nel periodo in cui abitavo a Londra, visto che non trovavo dei quadri abbastanza grandi da combaciare con i miei gusti iniziai a dipingermeli da solo. Una sera, durante un party organizzato a casa mia, sono stato notato da un personaggio di peso dell’ambiente dell’arte, che mi ha aperto la strada verso la carriera da pittore. Non è stata affatto una cosa programmata».

Definendo lo stile dei suoi lavori, che spesso coinvolgono moto e motociclisti, Conrad parla di una via di mezzo fra Patrick Caulfield, considerato uno dei capostipiti della pop art inglese anche se non sembra aver mai gradito l’associazione, e il maestro Gerhard Richter, sangue tedesco ed estro camaleontico estraneo alle classificazioni. La fama del londinese ha raggiunto lo zenit in Giappone, ma i suoi lavori sono apprezzati anche negli Stati Uniti e in Europa, tanto da essere stati esposti a due passi dalle spiagge francesi di Biarritz durante il recente Wheels and Waves festival. Anche lì si è trattato di lasciare profonde impronte sulla sabbia, spassandosela in mezzo a soggetti di ogni età: «Quello che mi piace delle motociclette e dell’arte è che riescono a unire persone di generazioni diverse. Basta pensare alla musica: un sessantenne può benissimo ascoltare un ventenne e divertirsi. Sono cose trasversali».
Restando in tema di note e amplificazioni, Conrad si dice affezionato agli anni Sessanta, che indica come il suo periodo di riferimento. Non a caso fra i ritratti confezionati nel suo studio compaiono icone come il front-man dei Rolling Stones, Mick Jagger, il chitarrista più arrapato del rock, Jimi Hendrix, e il pilota John Surtees, capace di far suonare come nessun altro i cilindri di auto e moto raggiungendo il bis che nessun altro ha mai saputo ripetere: l’iride nella classe 500 e in Formula Uno. Assieme a loro c’è anche Steve McQueen, che in On Any Sunday gioca la parte di sé stesso dedicandosi allo sport che amava: spalancare la manopola del gas mentre la sabbia schizza in aria come la scia d’acqua alzata da un motoscafo. In fondo, è lo stesso hobby di Conrad. «Lo amo. Per me è beatitudine pura».

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.