Film: Il Selvaggio

Alla scoperta di un film che ha fatto Storia ed è entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo contribuendo a dare un volto (quello di Marlon Brando) alla figura del “biker” maledetto.

a cura di Francesco Ceccoli

“E dove andate?”

“Non si va in nessun posto, questo lo facevano i nostri nonni, si va e via. L’importante è scappare”

BMRC, è l’acronimo di Black Rebel Motorcycle Club, la banda di Johnny, ossia Marlon Brando, in questo film del 1953 dell’ungherese Laszlo Benedek. I motociclisti della sua banda hanno come segno distintivo un teschio su due pistoni incrociati, alla foggia dei pirati. Quando questi cani sciolti arrivano in una cittadina che ospita una piccola e tranquilla comunità si innescano una serie di disordini che sono ispirati a ciò che realmente accadde nella cittadina di Hollister, California (USA) nel week-end del 4 luglio 1947.

Il film offre uno spaccato del fenomeno delle bande di motociclisti all’epoca, o meglio, di come esso veniva rappresentato e percepito; attraverso di esso, cercheremo di capire come stavano le cose allora, e che è successo nel frattempo.

  • La banda

La banda di Johnny viene presentata come un branco di idioti schiamazzanti, la loro maniera di relazionarsi con la comunità è praticamente nulla, si divertono a spaventarli e durante tutto l’arco della pellicola non fanno altro che sbevazzare e sgommare. Le loro pulsioni sono semplici e primordiali ma il loro sadismo è infantile e, tutto sommato, innocuo.

  • Johnny

E’ il protagonista e anche il capo della banda, come tale si incarica di illustrarne il pensiero e l’ideologia. “Ma voi, contro chi vi ribellate?” Chiede una ragazza della cittadina “Contro di voi!” Esclama lui. Refrattario alle indulgenze dei cittadini ben disposti nei suoi confronti, schiavo del suo stesso ruolo e della sua stessa ribellione, il tanto celebrato “Selvaggio” altro non è che un bambino confuso, incapace di chiedere scusa.

  • Wrightsville, La cittadina

Inaspettatamente molti membri della comunità sono inizialmente ben disposti nei confronti dei motociclisti, nonostante si tratti di famiglie piccolo borghesi e puritane, come nel tipico costume americano dell’epoca. Lo stesso sceriffo prima, e il capo della polizia poi, assumono un atteggiamento di indulgenza coi bikers. Non mancano però gli opportunisti e i forcaioli, e Johnny si ritrova a fronteggiarli in una scena che rappresenta quasi un omaggio al Fritz Lang di “Fury” e di “M”.

  • Chino

È il capo dei Beetles, una banda rivale, ed è anche colui che rappresenta ciò da cui Johnny vorrebbe, forse inconsciamente, fuggire. E’ lui il vero ribelle, violento, cinico e disperato. A modo suo, è uno dei personaggi più puri ed onesti del film, nonostante l’apparente ruolo da antagonista.

  • Kathie

E’ la figlia dello sceriffo, Johnny si invaghisce di lei ma questo lo pone di fronte alla sua inadeguatezza; perché Kathie è parte di quel mondo, di quel sistema di valori che Johnny tanto disprezza ma dal quale, suo malgrado, è attratto. Ammettere la natura del suo sentimento per Kathie lo porterebbe ad ammettere a sé stesso il suo desiderio di integrazione; riconoscere, di fatto, che la sua identità di outsider non è autentica, e che lui è solo il fantasma del ribelle che vorrebbe essere . Kathie è l’unica a capire la profonda ipocrisia di suo padre e di Johnny, “Siete falsi, tutti e due” esclama in lacrime durante una discussione con lui. E’ priva di pregiudizi, ed è colei che soffrirà maggiormente a causa delle azioni altrui.

  • Lo Sceriffo

Padre di Kathie, cerca di mediare tra i bikers e la cittadina. Durante un tafferuglio in cui le responsabilità provengono da entrambe le parti, tuttavia, viene posto di fronte ad una decisione cruciale, e qui replica il grave peccato che macchiò la coscienza di Pilato: asseconda il desiderio di vendetta della comunità, ed arresta solamente uno degli outsider.

Dall’epoca del Selvaggio, la cultura e la società saranno destinati a subire profondi mutamenti, basti pensare che in un film come “Easy Rider”(1969) i protagonisti sono malvisti dalla gente comune per il loro aspetto, il loro modo di vestire, di vivere e di comportarsi, pur essendo persone non violente che vanno per la loro strada senza creare fastidi. I Bikers de “Il selvaggio” sono violenti e temibili ma la gente comune, pur nel loro pregiudizio, è ancora disposta ad una conciliazione, o perlomeno si mostra curiosa. Negli anni i valori di cui si fanno portavoce verranno stravolti. La ribellione di Johnny è disperata, mentre quella di Wyatt e Bill (Easy Rider) mostra una nuova via, pericolosa perché migliore, e questo tramuterà l’ostilità della comunità in odio sanguinario ed irreversibile.

Enorme è stato l’impatto culturale e sociale che ha avuto questo film. L’immagine ed il look di Brando sono diventati un’ icona che ha trasceso la pellicola, esiste pure una band rock chiamata “Black Rebel Motorcycle Club”. E pensare che all’epoca la Triumph protestò perché trovava che l’associazione della loro moto (Triumph Thunderbird 6T) ad un branco di delinquenti anarchici fosse una cattiva pubblicità.

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