The Ton-Up Boys: oltre il Limite

Uno sguardo a quei ragazzi che per primi incarnarono il sogno rocker di ogni motociclista: una giacca di pelle addosso, una moto modificata sotto al culo e il vento della notte che ti spettina il ciuffo ribelle

a cura di Francesco Bucci

Si facevano chiamare “Ton-Up Boys” e incarnano una delle più influenti sottoculture della storia del motociclismo, di sicuro quella a noi più cara. Molti forse nemmeno conoscono questo soprannome: uno dei tanti per appellare quelli che senza dubbio furono i primi cafe racers.

Si tratta nientemeno dei primi rockers che, avvolti nei loro giacchetti di pelle scura e in sella alle loro motociclette, riempirono le strade d’Inghilterra nel secondo dopoguerra. Furono una serie di fattori che incentivarono la nascita del movimento: innanzitutto le positive condizioni economiche in cui i giovani della classe operaia inglese versavano in quegli anni, poi l’influenza della musica e del cinema americano. Di certo ebbe il suo peso il recente sviluppo della rete stradale sulle principali arterie della nazione, accompagnata dalla nascita dei primi esercizi commerciali per trasportatori (i cosiddetti “cafes“). Accanto a tutto questo non possiamo dimenticare i progressi dell’industria motoristica inglese, che forse in quegli anni toccava il suo apice sia dal punto di vista della meccanica che della ciclistica.

Ma perché Ton-Up Boys? Qual è l’origine del loro nome?

Chi erano i primi Cafe Racers

I Ton-Up Boys devono il loro nome al modo di dire “doing the ton”, che indicava in gergo il fatto di correre in moto oltre le 100 miglia orarie (the ton)… velocità a dir poco sportiva per quegli anni. Le normali moto di serie non consentivano una simile impresa, motivo per cui i ragazzi in questione mettevano mano alla chiave inglese per migliorare le prestazioni delle loro due ruote. Le modifiche erano spesso radicali: tutto era funzionale a raggiungere la maggiore velocità e maneggevolezza, con ben poca attenzione all’estetica o al comfort.

Il risultato, come ben sapete, ha fatto scuola e lo stile unico delle cafe racer oggi è diventato un genere di motocicletta a sè, un classico che non sembra in grado di svanire. I Ton-Up Boys rimuovevano ogni pezzo non strettamente necessario dalle proprie moto allo scopo di ridurre il peso e aumentare l’aerodinamica: ecco il motivo del sellino singolo, dei manubri ribassati o degli scarichi affusolati.

L’inizio di un’Era

Questi ragazzi erano soliti riunirsi in posti come il celeberrimo Ace Cafe, dove potevano ascoltare il rock ‘n roll nei jukebox, dal momento che ancora le radio non passavano un genere di musica così “sovversivo”. Nel giro di pochi anni nacquero svariati clubs dove i rockers si incontravano per discutere e lavorare sulle loro moto… oltre che per organizzare scorribande in giro per la città. Vi raccontiamo la storia di uno dei più famosi, il Fifty Nine Club in questo articolo,

Alle moto modificate, i Ton-Up Boys abbinavano un look tipico: giacchetti di pelle nera ricoperti di spille, stivaletti e l’immancabile ciuffo di Elvis. Essere rocker voleva dire libertà d’espressione, affermazione di sè e ribellione ai vincoli della società di massa: quello che era uno sport per pochi (la corsa sportiva in moto) divenne in breve tempo un movimento culturale e sociale di enormi proporzioni.

E noi, che ne parliamo ancora oggi a più di 50 anni di distanza, rendiamo omaggio a quei ragazzi di ieri e ai loro sogni di libertà in sella a una moto.

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