Prof Bad Trip: A Saucerful of colours

Una mostra nel centro storico di Carrara celebra il rimpianto artista spezzino che ha dato voce alla controcultura punk e underground per oltre ventanni.

a cura di Francesco Bucci

Visionario. Provocante. Geniale.

Sono tanti gli aggettivi che ci vengono in mente quando pensiamo a Gianluca Lerici – aka Professor Bad Trip – uno dei più grandi artisti visuali underground dell’Italia contemporanea. Scomparso 10 anni fa a soli 43 anni, la Tekè Gallery di Carrara ha deciso di dedicargli una mostra composta da oltre quaranta dipinti, inediti o poco conosciuti al grande pubblico, insieme ad un’importante serie di opere grafiche, sculture e oggetti di design in un percorso espositivo che coinvolge vari spazi del centro storico della città. A Saucerful of colours, questo il titolo scelto per l’iniziativa in onore del maestro spezzino, a sottolineare l’uso spregiudicato del colore e delle linee estetiche del Professore.

La scena underground ed un futuro distopico

Attivo fin dai primi anni Ottanta come illustratore di fanzine e volantini vicini al movimento punk, lo stile del Prof Bad Trip presto lo portò verso il mondo dei fumetti, senza disdegnare “arti minori” come quella del collage o della serigrafia che lo accompagnarono per tutti gli anni Novanta. Studioso e artista a tutto tondo, il Prof era un profondo conoscitore della cultura underground internazionale: resta l’unico artista italiano ad aver interpretato in arte visuale le distopie cyberpunk di autori come J.G. Ballard o Philip Dick. Tra colori psichedelici, creature mutanti, mostri spaziali, fabbriche tossiche e disastri metropolitani, il Prof Bad Trip raccontava la propria visione del mondo futuro… o più probabilmente i suoi incubi più remoti.

La mostra di Carrara racconta oltre ventanni di carriera imbevuti della controcultura punk degli anni Settanta e sviluppati attraverso ogni forma d’arte: denominatore comune l’urgenza di testimoniare ferocemente contro la società, vista come una macchina tentacolare votata all’annichilimento di ogni movimento culturale indipendente. Una lotta che ritroviamo sulle sue tele, a colpi di colori acidi e dettagli eccezionali: un grido sparato verso il pubblico, capace di scandalizzare i benpensanti e far riflettere i più attenti.

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