Hermann Köpf

Testo Nicoletta Rolla / Foto Hermann Köpf

E’ un tipo rock, non a caso suona in una band e la musica è una delle sue più grandi passioni. Una, perché la prima è senza dubbio la fotografia. I suoi scatti sono grintosi e si vede che le moto le ama, da sempre. Ecco a voi le fotografie di Hermann Köpf, che musica!

Hermann, presentati ai nostri lettori. Da dove vieni e da quanto sei appassionato di moto?

Sono nato e cresciuto in un piccolo paese bavarese dove ogni anno la gara in salita era, almeno per me, l’evento più interessante. A soli cinque anni un amico di mio padre mi insegnò ad andare in moto; aveva riesumato una 98cc Sachs Presto, del ‘37, con ancora su il numero di quando apparteneva all’esercito nazista! Dal quel momento ero sempre in sella, giravo intorno a casa, in giardino, facendo danni con un mitico sidecar 250cc Zundapp, poveri fiori! La prima moto che sono riuscito a comprarmi è stata una 50cc Hercules, avevo tredici anni!

Quale moto possiedi, qual è il tuo rapporto con le motociclette?

Oggi nel mio garage ce ne sono quattro: una Ducati GTS Bevel del ’76, due Pantah e la mia amata 750 F1 dell ‘86, che è stata la prima italiana a conquistarmi nel ‘90. Una delle Pantah è stata preparata per le gare di moto d’epoca, l’altra è invece un mix di parti di differenti modelli che ho appena finito di preparare e ora sono curioso di vedere la faccia dell’ispettore durante il controllo! Il mio prossimo progetto riguarda una moto anni ’60 una specie di Short Tracker …beh comunque i motori hanno sempre fatto parte della mia vita e continuano ad appassionarmi.

Dove vivi oggi, di cosa ti occupi?

Vivo a Monaco da venti cinque anni, ho due figli e fondamentalmente lavoro come grafico, designer, dirigo una piccola società di comunicazione , beh poi c’è la musica! Suono la batteria in una band.

Quando hai iniziato con la fotografia? Qual è il tuo background?

Fin da piccolo mi divertivo a usare la macchina fotografica di mio padre, la fotografia è sempre stata un mio interesse, oltre alla musica! Sono un autodidatta, ho imparato da solo, provando e riprovando, con l’esperienza e documentandomi, seguendo i fotografi di strada, quelli della nuova fotografia americana a colori. Parlo di Eggleston, Shore, Sternfeld ed altri.

Ho notato un certa “patina vintage” in molti dei tuoi scatti, parlamene.

Proprio perchè questi fotografi sono i miei punti di riferimento, molte delle mie foto sono a colori, un richiamo alla pellicola, con le sue sfumature di colore, ma non credo che sia nostalgia dei vecchi tempi, non sono una persona che vive nel passato!

Qual è la tua attrezzatura?

Scelgo il digitale, le mie Leica M. Questo tipo di macchine fotografiche ti obbligano a pensare prima di scattare, perché devi regolare manualmente l’esposizione e la messa a fuoco, creare una composizione del tuo scatto. Pochi scatti ma di qualità!

Preferisci una situazione spontanea o uno scatto ben costruito?

La spontaneità. Preferisco cercare di catturare l’attimo giusto per i soggetti immortalati e le loro emozioni. Mi piace catturare una linea di una motocicletta, un dettaglio, il sentimento che unisce la moto al suo proprietario, ecco queste sono le cose che cerco di fotografare, quelle che trovo più interessanti .

Parliamo ancora di moto. Ne sei affascinato; quali sono le emozioni legate alle motociclette, che cosa ti trasmettono?

Le moto sono una scelta di vita. Probabilmente al momento una delle poche vere evasioni (legali) in circolazione! Tanta avventura con un po’ di pericolo e quella sensazione di ribellione che caratterizza le moto, da sempre.

Parlami del “Wheels and Waves” lo hai seguito, lo hai immortalato, che cosa mi dici di questo evento che è diventato così importante nella scena motociclistica attuale?

Ecco il “Wheels and Waves” è l’esempio perfetto di quanto di buono ci sia oggi in questo ambito. Una generazione di giovani a cui non importa di ciò che si può fare o non si può fare. I motociclisti “tradizionali” di solito non capiscono che cosa succede in eventi come il “Wheels and Waves”. Perché guidare vecchie moto senza casco e senza protezioni? Certo, alcune cose sono stupide, e sicuramente molti di questi giovani devono imparare le loro lezioni ma questo spirito riflette la libertà che è presente nelle loro moto, personalizzate, create proprio come le desiderano, libere! C’è molta apertura mentale in tutto questo. Ho seguito questo evento proprio per capire e ho trovato una scena molto stimolante e davvero aperta, molto positiva!

Quali sono I tuoi progetti, in questo momento?

Negli ultimi cinque anni ho scritto articoli riguardo eventi come il “Wheels and Waves”, raduni, viaggi e molto altro per riviste di settore pubblicate in tutta Europa. Diventando un impegno sempre più costante ho deciso, con un gruppo di giovani collaboratori, di produrre una nostra rivista, pubblicata qui in Germania. Si chiama “Craftrad” ed il primo numero uscirà a fine mese!

E nel futuro?

Ho appena iniziato questa avventura, credo e spero che mi terrà impegnato per un po’! Questo è il mio futuro!

Dove troviamo le informazioni sul tuo lavoro?

Seguitemi sul mio sito: www.hermannkoepf.com
Su Instagram: /instagram.com/hermannhead/
E visitando la mia pagina Tumblr: http://portofbello.tumblr.com/