Slinkachu e la piccola grande Street Art

Testo  Francesco Bucci  /  Foto  Slinkachu  /  Quotes  The Guardian

Quando pensiamo alla street art la prima cosa che ci viene in mente sono i murales, appariscenti figure colorate che interrompono il grigiore dei muri della città illustrando, protestando e provocando. Da vandali a veri artisti, sempre più ricercati per mostre o collezioni private, è la grande trasformazione che ha coinvolto i «graffitari»: dagli stencil di Banksy sparsi per il mondo ai muri di San Lorenzo (Roma) di Alice, le pareti delle città sono le nuove tele di questi pittori contemporanei.

Ma è necessario realizzare qualcosa di così abbagliante per stupire, per suscitare una reazione al distratto cittadino? Slinkachu, street artist londinese, non la pensa così. La sua avventura comincia per gioco nel 2006, Slinkachu fa il pubblicitario ma desidera dare sfogo alla sua creatività in un progetto che non lo vincoli a precisi standard o messaggi da comunicare. L’idea è quella di incoraggiare e rendere evidente una relazione con la città, troppo spesso vissuta come luogo di individui solitari che si ignorano l’uno con l’altro.

– I love playing with scale and imagining how an object would look to a tiny person. A hole in the wall could be a cave, or a puddle could be a lake. –

Slinkachu utilizza miniature per il modellismo di treni, le modifica a piacimento, le dipinge con gli acrilici e poi le fissa con la colla: come in un set cinematografico questi piccoli omini si relazionano tra loro e con i comuni elementi del «sottobosco cittadino». Un tappo di bottiglia diventa una scialuppa, una buccia d’arancia una pista da skate, una tazza di Starbucks un tunnel da scavare.

– Working on the street can be difficult. People want to stop you and ask what you’re doing; the weather can ruin your work. Sometimes I’ve been told to stop using my camera by security guards or police. But this adds an element of uncertainty and surprise that working inside doesn’t have. –

Il nostro street artist aspetta il momento giusto, le condizioni meteo più favorevoli e la luce corretta per scattare le foto con la sua Canon 5D II, dopodichè abbandona il «set» a se stesso. Non si nasconde per sbirciare se la gente lo nota, non torna dopo qualche giorno a vedere se è stato spazzato via. La magia risiede in questo: a Slinkachu piace pensare che, una volta andato via, la storia da lui immortalata vada avanti da sola, le miniature proseguano la loro vita ignare dello sguardo del loro «gigante» creatore.

Vi segnaliamo che una selezione dei lavori di Slinkachu più una nuova installazione, sono ospiti della mostra «Critica in Arte ’15» a cura di Davide Caroli, presso il MAR Museo d’Arte della città Ravenna. La mostra è ad ingresso gratuito e le opere di Slinkachu saranno esposte dal 29 novembre fino al 10 gennaio… un’occasione per ammirare da vicino questo meraviglioso microcosmo.