Da 14 anni ci occupiamo di moto “speciali”. Nel 2008 abbiamo capito che il mondo dei motori stava cambiando e abbiamo deciso di intraprendere una nuova strada. Siamo di fronte al più grande boom motociclistico dagli anni ’70 ad oggi: non sono più le case costruttrici a dominare il mercato, ma i preparatori, che costruiscono spesso da zero tipologie di moto che una volta esistevano ma che oggi, si intravedono con difficoltà sul mercato. Le moto che ci interessano sono quelle guidate a suo tempo da giovani ribelli londinesi, preparate durante notti insonni in garage. Moto essenziali, scarnificate di ogni orpello, che nella loro bruta essenzialità sono dei gioielli meccanici. Il gusto è decisamente retrò e viene dalla sintesi di tanti mondi e subculture diverse.

In primis la cultura rocker degli anni ’50 e ’60, quella della Northcircular road, dei giubbotti di pelle, delle Triton e delle BSA. C’è poi l’influsso di miti del passato, come Steve McQueen in sella alle sue moto e l’eredità che ci ha lasciato il compianto Talamo, genio indiscusso che ha lanciato e coltivato uno stile vintage in tempi non sospetti, e da cui tanti preparatori, non solo nostrani, hanno preso lo spunto per avviare e consolidare la loro creatività. Senza dimenticare il Brat Style giapponese da cui tutto questo circo ha ripreso slancio e i suoi proseliti. Un nuovo modo di costruire, nuovi registri sdoganati. Le ruotone da 18″, lo stile anticonformista, moto che ammiccano al vintage pur rimanendo avanguardia. Più recente, ma vivo più che mai, c’è infine l’influsso dei nuovi hipster, figuri tutti tatuati dalle lunghe barbe che hanno colonizzato il mondo, partendo da Williamsburg, Portland e San Francisco, il cui stile vintage e garage ha saputo dare un’interpretazione fresca ed autentica al purismo di certe rivisitazioni storiche.

A fare da collante tra queste varie tendenze, un diverso modo d’intendere la moto. Su due ruote, ma non per correre. Soul riding. Come nel surf. Una forma di meditazione attiva. Non servono le tute fosforescenti del motomondiale. Non serve la competizione. Nessuno vince. Si corre per se stessi, per sentirsi bene, per scaldare il cuore.

Ecco, con Special Cafe cerchiamo di raccogliere tutto questo e presentarvelo, aiutandovi a districarvi in questo circo mediatico dove spesso il “tutto e subito” dei mille blogs e dei social svia dalla vera bellezza e si conclude con un mordi e fuggi isterico che fa sembrare tutto vecchio e già visto dopo pochi giorni. Noi invece pensiamo che il bello ha bisogno di tempi più ragionati per potersi esprimere al meglio. Non ci vogliamo sostituire a nessuno, ma vogliamo raccontare questa “new old wave” motoristica a modo nostro, coi nostri tempi e il nostro occhio. Per poi servirla, ancora bollente, sulle nostre pagine.

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