Pontiac Catalina Swiss Cheese 1963

La misteriosa storia di un’automobile che non doveva nemmeno “nascere” e che, nonostante tutto, ha compiuto i 50 anni di onorata carriera.

Testo  Francesco Bucci   /  Foto   Barrett-Jackson auction house

Quella macchina che non sarebbe mai dovuta esistere

Siete di fronte ad un’automobile “leggendaria”, giù il cappello. Si tratta dell’ultima Pontiac Catalina “Swiss Cheese” Super Duty ad aver lasciato le fabbriche della General Motors, più di 50 anni fa, ma non è solo questo a renderla così speciale. Stando alle carte infatti questa macchina non dovrebbe esistere e come abbia fatto a raggiungere la fine della produzione resta un mistero. È infatti il 2 aprile del 1963 quando questa Pontiac viene beatamente spedita verso il Wyoming: peccato che la GM ne aveva bloccato la produzione (assieme a quella di tutte le altre vetture “da gara”) ben due mesi prima.

C’è chi dice che fu “nascosta” da alcuni ingegneri della Pontiac sotto la categoria “internal research”, a scopi di ricerca. Stupisce anche la colorazione: è infatto l’unica Super Duty con la verniciatura standard della Pontiac (la Silvermist Gray), mentre il resto della serie “muscle” vestiva l’esclusiva livrea Silver Fire-Frost. Per molti fu un tentativo degli operai di “mimetizzare” la vettura durante il processo di produzione, mascherandola accanto alle vetture comuni per non farla individuare dai dirigenti.

Fatto sta che questa Catalina esiste e ancora può raccontare la sua in pista.

BORN TO RUN: una delle 14 Pontiac più leggere mai create

Quando qualcuno perde peso solitamente cambia la taglia dei suoi pantaloni o del suo maglione… ma non è sempre così. Se vi state chiedendo cosa c’entra questo con la Collingwood Motors “Tonto VI” 1963 Swiss Cheese Catalina basta riflettere sul suo bizzarro nome che richiama il formaggio elvetico.

Questo deriva infatti dai 130 fori lungo il perimetro del telaio in acciaio allo scopo di alleggerire la vettura: non dimentichiamo infatti che era destinata al NASCAR e al drag racing e non necessitava pertanto una grande solidità. Durante la costruzione venivano addirittura utilizzati supporti in legno per evitare che si piegasse nel mezzo. Una vettura oltremodo flessibile e leggera quindi, anche grazie alle tante parti in alluminio: dai parafanghi, ai pannelli interni, dai paraurti al cofano. La Pontiac, in competizione con Ford, Chrysler e Chevrolet, rubò ulteriore peso al collettore di scarico sostituendo il classico in ferro con una copia in alluminio.

Guai a tirare il motore troppo a lungo però perché con tutta quella latta la fusione è sempre dietro l’angolo.

Un quarto di miglio in 11.7 secondi

A muovere questo gioiellino è il mastodontico 421 Super Duty V8, 6.9 litri per 410 cavalli “ufficiali”: la versione in foto infatti ha una potenza più vicina ai 500-550 cv, dimostrata dal record di un quarto di miglio in 11.7 secondi (toccate le 123 mph) realizzato dalla superstar delle dragster Arnie “The Farmer” Beswick.
Bè, adesso frenate l’entusiasmo perché è stata già venduta ad un’asta a fine gennaio per un prezzo vicino al mezzo milione di dollari!

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